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TIRO
co , e F. Bianco sm. J. 7. Sagg. nat . esp. Quando... con esia(co-ìubrina) si tirassero tiri di punto in bianco. (Gr)
16 — di rimbalzo : * Quel tiro delle qrtigìierie, col quale il prò-jetto vien lanciato in modo che , combinata la celerità coll* angolo diprcjezione , urti nel suolo senza ficcar visi dentro , e ne risalii per-correndo in aria una curva , poi ricada al termine di questa , eriurtando nel modo stesso possa descrivere novelle curve , finche ilsuo moto non sia estinto. D’ Antonj. Le traverse sono molto utiliper ripararsi dalle infilate de* tiri di rimbalzo. (Gr)
17 — m rovescio ; * (ficesi dì Que'tiri che vanno a colpire perdi dietro , cioè dalla parie contraria alla fronte così d'un corpo disoldati come d’un* opera qualunque di fortificazione. D* Antonj.Ma esse facce (del tanaglione ) sono esposte alle infilate e ai tiri dirovescio delle batterie nemiche situate sul ciglio dello spalto. (Gr)
18 — di striscio : * Quello che scorre rasente la superficie d’ uncorpo senza penetrarvi • Galil.-Tratt . Forti f p. 33. Quando un tirod artiglieria va parallelo, cd equidistante ad una cortina, senza toc-carla in luogo alcuno , si dimauda tiro di striscio. (Gr) (Pe)
19 — elevato:* Quello che relativamente al piano della campagnat >a di basso in alto. Galil. Tratt. Fortif. p. 33. Ma più propria-,meiite, in quanto appartiene al piano della campagna, potremo con-fiderai* tre diverse maniere di tiri , cioè. . . *a.° il tiro da basso adalto, che dimanderemo elevato. (Gr) (He)
ao — esatto:* cosi chiamasi nelle scuole d' artiglieria Quel tirod' ogni arma da fuoco che , per la giusta distanza del bersaglio nelquale ha da colpire , si può con maggiore esattezza aggiustare.D'An-tonj. Da questa considerazione nasce la distinzione di tiro in misurac tiro fuori di misura. 11 primo dicesi esatto , che facilmente colpi,ace il bersaglio , e si adopera più che si può in tutte le fazioni} iltiro fuori misura riesce tanto meno esalto a misura , che 1’ oggettoè più lontano , di modo che il tiro massimo riesce inesatto a segnotale che suol chiamarsi tiro perso. (Gr)fi* — ficcante :* Tiro fatto d'alto in basso. D* Antonj. Il cofanofi troverà esposto ai tiri ficcanti d’alto in basso dell* inimico altoggiato «stilla controscarpa. (Cr)
ia — fuori di misura ; * Quello che si fa contro di unobbiettoposto ai di là della distanza del tiro in misura. D' Antonj . Dice*vansi tiri fatti in misura , o pure tiri fatti in quella distanza in cuifi colpisce 1’ oggetto con qualche frequenza, per distinguerli da que-gli altri fatti fuori di misura o sotto misura. (Gr)
al — in arcata. */''.Tiro curvilineo, Farch.Stor. Volle chi poteva cheil primo pezzo, che a caso cd in arcala traendo si sparò, cogliesse perla mala sorte, più d’altrui che sua, il Signor Giovanni de’Medici. (Gr)a4 — inclinato : * Quello che relativamente al piano della cam-pagna viene da alto a basso. Galil. Tratt. Furtif. p. 33. Ma piupropriamente , in quanto appartiene al piano della campagna , po-tremo considerar tre diverse maniere di tiri , cioè: i.° il tiro cheViene da alto a basso , il quale s chiamerà inclinato. (Gr) (Pe)a 5 — incrocicchiato. * F. lnciocicchiare nel Supplirà. (Gr)a6 — in misura : * cosi chiamasi d gli artiglieri Quel tiro cheper la giusta disianza del cannone al bersaglio si può facilmenteaggiustare. Fien pur detto Tiro esatto e Tiro di punto in bianco.JJ' Antonj. Tiri tatti in misura , o pure tiri fatti in quella distanza,in cui si colpisce l’oggetto con qualche frequenza. (Gr)
— livellato. * F. Tiro a livello. (Gr)
28 — massimo: * così chiamasi du pratici Quel tiro delle armio delle bocche di fuoco , col quale il pr jetto vieti lancialo alla mag-gior distanza cui possa arrivare ; fra i pratici prende anche il nomedi Tiro pei so. ToìTicelli • Supponiamo che il massimo tiro, cioè iltiro fallo atP elevazione del sesto punto della squadra da una cobi-biina , sia per esempio 4 000 passi gedmetriclcc. D' Antonj. Il tiromassimo riesce inesatto , a segno tale che suol chiamarsi tiro perso.Per avere il tiro massimo convieni sparare l’arma in una elevazionetale che formi un angolo sopra l’orizzonte di gradi 3 o in 4-5 > se-condo che V arma è di picciol o di gran calibro. (Gr)
39 — orizzontale ; * Quel tiro in cui l' asse dell’ arma da fuocoè parallelo al piano deli orizzonte. Torricelli. Si trovi la lunghezzadel tiro orizzontale. (Gr)
So — parallelo. * F. Tiro a livello. (Gr)
3 1 — perso. * F. Tiro massimo. (Gr)
3 » -—rettilineo: * così chiamasi impropriamente da* pratici Queltiro d' uri arma da fuoco portatile o di un cannone , che si fa ingiusta misura ; e quasi in linea retta dalla bocca al bersaglio , perdifferenziarlo dal curvilineo , che si ottiene coi tiri fatti fuori, dimisura , e con quello de mortai. D' Antonj. Per maggior semplicitàsi denominano tiri rettilinei quelli fatti in misura coi cannoni e co-lili sebioppt, alfine di distinguerli da quelli fatti fuor di misura , edagli altri de'mortai , che riescono sempre molto curvilinei. (Gr)
— sotto misura: * Quello che si fa contro un abbietto postoJJ. * qua della distanza del tiro in misura . D' Antonj, Dicevausitiri fatti in misura, o pure tiri fatti in quella distanza in cui si coi*
*.°?§ etl0 con qualche frequenza , per distinguerli da quegli al-ti* atti fuori di misura o sotto misura. (Gr)
9 **e»a , Giarda, o Beffa fatta altrui insidiosamente. (In ar.e terruz mjuria , noxa, tashrps fraudulentcr incitare, toerrar technarum® 1 ™. col V Buon.Pier. 2.5. 5. U11 bell’ umor, che per fare un bel tiro ,icjiar ec - Malm. g.56. E di quel tiro stiaccia come un picchio.**. • u ,e °r Testimoni freschi De’mal sortiti suoi
? tv* ** ir ^ raif ‘ 4 • s ^- Ma Venere astutaccia che si
avvede Di quel Uro spagnolo inorpellato cc. (N)
* - * < F,l ° il . ‘™‘o de'dadi. sìgner. lncred. i. 8. 3. su:seconda volta al funesto giuoco , e sorti il medesimo tiro. (N)
> — * Za mossa , nel giuoco degli scacchi.Salditi Dee Si« yofece a lui insegaste » tiri c ie difese. (A)
TIROIDE
3 — (Ar. Mes.) Tiro a due, a quattro o a sci, i ict d,C u a t l ci
o simili , tirata da due, da quattro o da sei cavalli-, a anche a*valli medesimi uniti insieme per tirarla. . it
» — * E Bestie, Animali ec. da tiro, diconsi quelli desù ,l!t . nl ,tirar carri ec. opposto ad Animali da sella. Magai. Leti. ,cVDuemila bestie da tiro. (G. V.)
4 — * (Lett.) Brano , Passo , Tratto. (In pers. tir parte. I n af ' c ,r-ref pars rei.) Cor. LeU.ined. 2. 48. Sopra la qual frase il t,Ll0 ”,uU 0dinaie gli ripassò certi tiri, che gli mostrò che la intende? 4bene. (Pe)
— (Veter.) Sorta di malattia de’cavalli. (In pers. lirek e y
Lih. Masc. Quando i cavalli hanno il male del tiro , v°gb 0I V ^«ere curati con maniera differente. E appresso: A’cavalli c ‘ 1<;il tiro , dà a mangiare la verminaca. . ^ci ti
0 — (Zool.) Spezie di serpe o vipei-a. Lai. thyro. (In pers. tu' S 1 go'serpenti? gracilis et bri vis: tir mar vipera.) Guai. l flt :slum' è di saggio uomo non trarre di arnia veneno, ma di tir ° • cWM. AUb.br. P. JS. mg. Assomigliato alla natura de’serpers’appellano tiri , de’quali si fa 1 ’ otriaca. Ar. Tur. i3. 3*- ^ a I®vere a pivtade aspidi e tiri. Morg. 14 . 8 2. E ’i tir
vere a pleiade aspidi e tiri. Mon14. ìs%. t, J tir , che’ncantatore scorto, Acciocché le parole sue non oda, A ve * arocchio m torna porto, E l’altro s’ha turato colla coda. efifi
Tiro. • JV. pr.fi (In cclt. gali, tmris fedele, sccetto, amore*®tese.) — Figlia di Salmone o , amata da Nettuno , che lei ,edi Velia e Neleo. (Mit) ’ •
2 — * (Geog.) Nome di due antiche città della Fenicia , °£8Antica città d* Italia presso il lago di Bolsena. (G)
3 — * (Cron.) Era di Tiro. Incominciò nell'anno 120 p vi,rlLl ■ i ***.-
volgare , e 186 dell'Era dd Seleucidi , della quale era '^ r i(isino allora serviti ; ma avendo ottenuto da Baia re di ” fcolta di governarsi colle proprie le^gt , stabiliivno ù* *7 Jgl'* 1un' Era nuova; e peto il iq di Ottobre era il primo gi° r -,
no tir io , che aprivasi mi. mese d' Jperùereieo, (Mit) , t\ij* g
Tikoadesitide, * (Mcd>) Ti-ro a-de ni-ti-de. Sfi F. ù.
donitides. (Da thyroides tiroide, e aden glanlola. ) ; 5 ,
della glandola , o cartilagine tiroidea. (Ag) a <rro*P® » d*
• - he '
quaresima , in cui i Greci cominciano ad astenersi an cfl ^ ^
e dalle uova , c proseguono così per tutta la quaresima r • (Tiroaritnoideo. (Anat.) Ti-ro-a-rit-no-i-dè-o. Add . ai. g°.
Lai. thyro arytonoideus. Che si riferisce alle cartil&g 11 . 11 j c oi'd earitenoidea. Onde L'-gamcntì tiroar.tnoidei cfiianianst ,f-
cali , distinti in superiore cd inferiore \ e Muscolo f ,r ° c h e Sl Jj i?cesi Quel muscolo pari , sottile , alluni:uto e schiacci^ 0 ’
ole
la dalla parte media ed inferiore della faccia posi#' 10 pieLagine tiroide atta parte esterna delta base detta cut'! 1 9de. (A) (Aq ) (A. O ) .j fitti# 0 *
2 — * Dicesi Tiro.irìlno deo obbliquo , unti Porzio* 18 a sof 0 ’iU„video. (A. O.) . ,. le s>e « >
Tiroburuni. * (Mit. Imi ) Ti-to-bu-ró-ui. Nome di tre i^ipo i<e et'd'argento e di ferro , ove stavano i Giganti che an 1
i Devercheli o spinti puri. Un solo riso di S'iva » , f.
nere. (Mit) /vii 1 ’ ^o : ^
Tiaocro , Ti-ròoco. Sm. Lo stesso che Trincea , tif° cC ° '
Bi 2. 2. Sarati forse pe'danni una Lrtocca } ctO J thfi°'
trattenimento di conversazione. (A) (B) r «i e *
Tirocele. * (Mod.) Ti-ro cè-le. Sm. F. G. Lai. , ° U
oides tiroide , e cele ernia.) Tumore del corpo l irdella metnbtana mucosa della laringe. (Aq ) Fatiti^ 6 C c^°^\
Tirocinio - (Eilot.) Ti-ro-cì-ni o. [A’m.] F. L. ( Pi’ 0 P^‘ eiie pS‘ jp ydel soldato nuovo , detto da Romani Tironej & P e 0 fiif v j el j ^Studio , Principio d'istruzione . in qualunque ® a lc l)lli * a ll* f a \Noviziato. [Lat. tirocinium.) (Tirociniant, secoi* c eH- '
tero : noirhé quegli che apprende , ingeniurn tellL ' t - n in epreparazione. In tnFercekky provehi
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0 .
piu'r ** 1 r *,|-i w* -t'fO 1 •
Sali ta. Disc. 2. 4'<8. Voieano quei valenti govcrr» 3 i 0 fit* 0 jgio* 1 ’tori di leggi , che i sollazzi ancora e I allegrie de „, ; Jle ^tuose , e il valore militare, da impiegarsi seriame ral^tto
■S&tf'i
avesse anco tra’ giuochi un dilettevole tirocimo^ ^
piglotticus. (Da ihyroides tiroide, ed ®P J ’
rio' o horrmatlli tfeilp s*rti'f ÌI/L2ÌflÌ tU Cl tì/. StXd
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musco// e ligamenti delle carlilugint tuo J e \lafaci. * (Geog.) Ti-rò-fa-gi. Antichi popoli
■ de'
TiaOFAci. * (Gtira. (Mit)
Tip.ofaco. * (Eccl.) Ti rò-fa-go. Sm
ros cacio , e phago io mangio. ) Cosi " e ‘ t “ peredf “la Domenica da’ Latini delta Q! utnc t ua p e * l ', 0 di c« ,7I, ’,pj r |ne- te-salo nell' antecedente ( sessagesima ) « c hia* nata „ LA ,,nl®cibano di cacio e di uova. Da alcuni vi cotrp-
TniOFAniwcEO. * (Anat.) Ti-ro-fa-rn^' gC °ropharyngeus. ( Da thyroides tiroide
(D 3
^ G. Lat.wFf>f«-I nella
de' muscoli relativi alla cavldcgiue tir
Tip.ofakimcostA FILINO. * (Anat.) Ti-ro-P 3 " 1 j“ ® f ’’ 3 cart^ a ^
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t. tll ycopilaryngustap V
. e stapbrle ugola.) A
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