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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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VALERE

ciò avesse fatto , avrebbe fatto il testamento , cbe gli sarebbe valutoassai. Sen.Pist.46- E la materia del IV. libro t’è assai valuta.fase.Sfiir. 4• 3- E noi la demmo a gambe. JSic. E ci valse il correre.Cecch. Dot. 4■ 2. E ti so dire che gli è valuto 1 ’ aver da sè. (V)

7 — Trattandosi di parole o concetti , [Aver la forra di] significare.Tal. valere , significare. Gr. antialvov. Salvin. Pros. Tose. ». 186.Il si non è particella riempitiva ec. , ma è il per lo latino sic , evale così. E i8j. Ha la nostra lingua le particelle corrispondentia’ Latini mi hi , tibi, sibi ; e queste doppie, quando dicendo mi, li,si , e quando me , te , se, che vagUono lo stesso. » Segn. Mann.Novemb. 14• 2 - Dissi , a tollerar con pazienza ; perchè ciò vai quiquella parola patiuntur. (V)

a —* Onde Vale a dire per Cioè. (A) V. Dire , sm. §. 36. (N)

8 —* Parlandosi del valore di alcuna cosa dicesi Ch’essa vale ec. cioèImporta ; ma trovasi anticamente usato anche rispetto a personaed allora vuol dire Che essa ha un valore. Possiede per quel valoreindicato. Er. Giord. Gen. 27. Uno vale il suo mille fiorini d’ oro,ed hagli in case e in terra e in bestiame e in masserizie , c in co-tali cose sparlamente. (Pe)

g — Rendere l’equivalente, Esser lo stesso. Bemh. Star. 6.85. Tantecase nella città , clic due libbre d’ oro d’ entrata I’ anno gli vales-sero. Gr.S.Gir. 56. Non sieno pigri degli altrui peccati gastigare ,che varrebbe loro come s 1 eglino gli consentissouo. Borgh.Arm.Fam.97.Delle quali un solo esempio può valere a tutti. (Cioè, per tutti,)(V)

jo _ Stare in luogo , par le veci. Sego.Mann. Aelt. 16.1. Giustizia

vai qui di nome generico a dinotare tutte le opere buone. (V)

li _* Agguagliare. Ulatc. Poi. Eingg. 77. E piloto vedere molte

belle viste , di vedere prendere bestie e uccelli ; e non è sollazzo almondo che questo vaglia. Cai 1 , dm. Past. lib. 3. Avendone un bacioavuto, che nè il suo pomo, nè se quel d’oro fosse stato , di granlunga il valeva. (Br)

li — * Far del bene. Mor, S. Greg. 6. 23. Essendo loro occupatinella pratica delle opere eziandio virtuose, eglino posson valere a’ pros-simi loro. (V)

j 3 — Nel giuoco si usa quando si vuol che la scommessa vada. Pa-taf}, g. E zara vaglia, tosto confermai.» Magai. Leti. ». Val di qual-che bella cosa, e che V. S. Illustrissima, anziché maravigliarsi ch’iopur le risponda , le parrà strauo ec. (N)

2 — E per simil. Cecch. Assiuol. 5. 2. Val egli a dire il veroe non si adirare? (Come se dicesse, Corre l’impegno o consentiamoche vada la cosa cosi ? ) (V) (N)

3 — Onde Non vale, forse per traslato dal giuoco, si usa talvoltain significalo di Non è dovere, Non sta bene, e simili. Min.Maini. (A)

4 —Ed in questo senso dicesi Non vale e si usa da chi non ac-cetta la scommessa, oppure quando si fa contrale leggi del giuoco.Min. Malm. (A)

■ 4 — Dtcesi Far valere una cosi e significa Saperne cavare quel mag-gior utile che si pub. [A)

2 — * Dicesi Fare valere niente e siguijica Togliere ogni forzao simile. E. Fare valere niente. (NI

3 — Dicesi Farsi valere e vale Non si lasciar sopraffare , Mostrarla sua forza e hi sua virtù.», Malm. 3-5y. Che non giuoca alla buo-na, c meno a goffi , A’noccioli bensì si fa valere. (N)

4 — Farsi valere vale anche Far fruttare a suo prò. G. f'. 12.8. 12. Faccende i suoi decreti di fatto, e sotto suo suggello, il qualeil suo cancelliere si facea ben valere.

j 5 — Dicesi Valer rii meglio e vale Migliorare le sue condizioni.G.P. 10. tqg. 3. La qual congiurazione fu scoperta segretamente alLegato per alcuno seguace de’ congiurati, credendosene valer di meglio.

2 — Valer di meglio vale anche Tornar meglio. Cr. 8. 3. 4. Ovi si piantino, e varrà meglio, salci od olmi.

16 — * Diasi Valere a misericordia e vale Ottener misericordia. V .Misericordia , §■ 8. (N)

17 — Dicesi Valere un mondo e vale Essere in pregio grandissimo.Beni. Ori. 2. 7. ». Fra 1 'altre molte la tribolazione , La guerra ,e finalmente tutto il male, Che tanto ci conturba , un mondo vale.

18 — Dicesi Valere un occhio [o un occhio d’uomo e vale Essere dialtissimo prezzo.] P. Occhio, (.7*/.

19 — * Ditesi Valer più mi colpo di maestro che due di manovale,e significa Essere più utile spender più che spender meno; e perodoversi l’unni servire delle persone pratiche e non delle poche e-sperle. Cr. alla v. Manovale. (O)

30 — * Dicesi Valer tant’ oro , e significa Esser molto a proposito eadottatissimo. P. Oro. §■ »2.(0)

31 — * Dicesi Valersi per Rivalersi, Compensarsi. Cor. f eti. t. 1. p.8j. (Comm.iy63.) Con isvaligiaigli la casa, mi valsi delle spese fattein Roma . (N)

22 — Dicesi Valersi d'alcuna cosa [o persona] e vale Servirsene. Lai.aliqua 1 enti. Gr. xpèCPui Tiri. Ambr. Furi. 4■ 7. Cavai- gli uominiqualificati delle case sotto ombra di voler valersi di toro , per met-tergli poi in questi travagli eh ? E Cof. 1. 2. Si trova un debito Di«gatto scudi con mona Laldomine , Di cui è stato attore , e valutosiE di certo suo monte, tir. Disc . an. 3i. Udita la tua fama , glie entrato gran desiderio di conoscerti, e valersi di t c.Cas.lett. 27.Il quale ho mandato costi per farlo esequire , e valermi del mio.

2 -’ Uicesi Valersene in significato di Richiamarsene , cioè An-darsene alla ragione.

24 —• Dicesi E vale 1 e significa Che vogliamo noi valere ? cioè Chevalore , che ptezzo , che moneta vogliamo noi scommettere ? Bisc.Eag. (A)

2 5 - * Dicesi Non valere una mano o due man di noccioli , e vale

Esser dappoco , £Vou esser buono „ y TS( acciol r »,6.(N)

a fi _* Dicesi Non valere un corno e vale Non costare , Non impor-tar nulla. P. Corno, §■ 35. (N)

VALERIO

27 — Dicesi Non valere un lupino o simili e vale Non essere mve.

run pregio. Berti. Ori. ». 22. 23. Egli era ricco di molto teso»01Che senza quel non vai senno un lupino. . » -

28 — * Dicesì Non mi si vaglia cc. ed è maniera che corrispona ^

Mio danno o simile da' comici usitato. Lasc, Spir. 5 . 4 m P |j amangia il padre , eh’ al figliuolo allega i denti ec. Giul . E se enon gli ha allegati a me, non mi si vaglia. (V) . g .

29 —* Dicesi Non valer la pena e significa JSon tornar conto 0 ^ *ma è modo francese e da evitarsi , dicendo p uttosto Non

Non portare , Non valere il pregio e simili. Pena , §. 20. 0 v) ^

3 0 — * Dicesi A perdonar vaglia o simile ed è modo che l/n / ?0 j gC j a .

scusarsi , come dire Chieggio perdono.AWc/i.«fune. 4’ **•. • •» ^

giurato! tu lo chiami ciurmadore eh ! se ti sentisse cotestui, e * aglior uomo di Firenze ec. Pisi. A perdonar vaglia: io lo vette ^quel modo cc. chi non sa , non sa. E 5 . 5 . Vaglia a perdo» 3userò con esso voi troppa sicurtà. (V) , ull o,

3 1 —* Dicesi Un uomo ne vai cento e cento non ne vaglio»**

Uomo, $• 100. (N) _ .Co*

Valere dii?, da Costare. Valere significa il valore intrinsecistare il valore corrente. Una cosa che vai dieci, può co f al ,una cosa che vale moltissimo , può costar poco. La virtù ij 3lpre più di quello che costa . Un favore che altrui non costaper me può valere la vita. Ci ha delle cose, delle persone ; „i3valgono niente j niente costano ^ perchè non sono aa vendef * ^se non costano prezzo , costano cure e tormenti. Una oiontanto; non si dice che costi. Valer molto , diciamo, e ^ osta , 0 ife$ :t tCostai' tnollOi si dirà ; non mai Valer caro. Costa caro un Mun piacere , una parola imprudente. ■ int £ °:

Patere difif. da Giovare. Quando diciamo : Non mi va ‘ e .’ ii u ' 1mi che dicendo : Non mi giova. Ciò che non v ! ’

diamo più che dicendo : Non mi giova. Ciò che non va ^,i(isolo non fa prò, ma non serve a nulla. Ciò che non puòbene nè allontanare un male , non giova; ciò che non pn® {0 gu*'no alleggerirlo, non vale. Ciò che vale, giova, quando 1 l"‘ (|rl |rt ! ^lunqne valere è diretto ad un fine. Una medicina che valetal malattia , purché sia data a tempo , giova di cello. Ui :[]1 t- ,un argomento che vale, dovrebbe sempre giovare alla causa pii"volta giovano più quelli che valgono meno. Talvolta il r 1 ,essere cosa assolutamente nociva. Pi valete d’uua persona ^ lbisogni : un altro si vale, d’ una somma affidatagli da un ^ 0 ; c o. "echi si vale dell’ opera altrui come d’ uno strumento e Pr

autore si giova de’ lavori già fatti sopra lo stesso argomen pigiovarsene senza perdere la propria originalità , non che Jl *gio. lo mi giovo del consiglio altrui, mi valgo dell op e afcondo modo esprime un dominio più assoluto ; il prim° , [)t i , 'lunque siasi utilità. Può l’ uomo giovarsi anco della svetersene no. .

Vazeiiia," Y'a-lé-ri-n./V. pr.fi Lat. V aleria. (V- Palenano.)

di Publicota , madre di Ciriolano. — Moglie di Ndhr fili »Diocleziano , c moglie dell’ imperatore Galerio . — M°o l fi

peratore Palentiniano. (B) (Mit) 7e/F ,,< ’ rfi'

1 — * (Geog.) Antica città della Spagna Citeriore. —

Corsica. — Antica contrada della Germania . — ^°^f e pice r ‘ 0 '\fitcesima prov. d’ Italia , fra t Umbria, la Campania cij òiiii't ^.Valeriana. (Bot.) Va-le-ri-à-na. [Sf. Genere di piatile d e . e<‘ i.delle dipsacee , della classe triandria monoginia di fi 1 u au e-terizzato dalla corolla nuda monopetala epigìna ela vavoosa. Contiene molle specie . di alcune delle I . r inlV / ( ,J

la pappasii. Contiene molte specie', di alcune « - ■ sCl ..

no in medicina le radici che sono aromatiche, stilici ( >

di sapore amaro, piccante e disgustoso. Le specie piu ft Qilìà 03 $Valeriana minore, e la maggiore; la prima detta ancheSilvestre, è una pianta che ha la radice cilindrica, ' nn ‘^' [) iice, st '‘ò ■ idi molti anelli o radici sottili, mollo odorosa ; lo stelo se,n " n fi b° r y\ Io-lefoglie tutte pennate ; le fòglioline appuntale, dentfif. ,,-iii ' - 0 yJiori alquanto rossi, a pannocchia terminante. È 0 ”f er iatii 0 1 pri-schi montuosi ed umidi, e fiorisce nell’ estate. Lat. Ino aUi&oJali*lis Lui. La seconda e una Pianta che ha gli steli rnef .^ clte , °cedente , poco ramosi , lisci ; le foglie radicalibislunghe , intere ; le caldine pennato-fesse ; * ^

nocchia terminante. Trovasi nei prati umidi. t |co -qcied 1

vera . Dicesi anche Valeriana ortense, owei-q Fu p poiché|» ilja t3Lat.. valeriana phu Lin.] (Da valere, secondo il k ell, , L J- n3 , c r l 0 »as e '."" La va “-‘ . l0 fa

i su'aD* 1 !

pianti è dTrnXu" ~/r- A--

* Woscoridc, s^5' a ^ fW/5br. 69 , Li v a ..,-

,e sorte: una domati/- ’ ^ u ’ ® ana plinti oggi nota ,' Itici > ~

raZV^'L’T e r ‘ ltn

g usare, e '^floZdao/^ 1 simik ’ sl°Fu,’e che si ^fpo,-z ' Valeriana er b (i 3n e .’,P er un falso si'

2 i.T i M'itteAZ , ‘T nt T e ^'Smretica, utile iìl’cpd‘‘ s ,1> »

P • ‘ , n pur e i a y , . thotte oltre indisposizioni- (N) yJcri» n ®

CeciareHo, lat, vafcrfZ i*"* r0Ssa - <«■ valeriana rubra,/®i Z Tp (V locwU > e & Valeriana dentata, ** 4 J

ri' i0f ± S 7- Le , ‘radi C -’ ra / a Semplice radiee di essa I*

FAnolduti ec. (N) Cl °'^ 01 'ate, come l’angelica, fa v ‘‘VAzEniANo ,• Va-lr • -

fat. valere CS5er ^' no ’ Balarano. N. pr. m. Lat.mano , padre dj ™ » robusto. ) _ p„blio Licinio ■ figli*

Val (fi) CSht)' n ° ’ f all ° prigioniero da Sapore.

reich bt n ricco^ n~ C °‘ m ’ ?' ntc Valericus. ( Daj

Valerio . Vadéri ' a reich ricco di boschi.) W j

Storico ) > Jn m ‘ Lo*- Valerius. (V.

romano e coti™» ‘ir del tempo <tl Tiberio . — PnbUcoli-

collega di Bruto . —Nome di altri consoli ronuim-iPN

, (° 3 '

Val eff^'torjf 0 '