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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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TEORICA DE' VERRI

Del Verbo PARTIRE.

Meriterei»!*: questo verbo più considerazioni da Grammatici , diquelle cbe per ordinario vi facciano sopra. Esso è di doppia distintis-sima significazione, sebbene dagli stessi clementi proceda, e nediversisuoi sensi glincluda. Imperciocché c un ite in parti , diremo così, equando uno si muove da un luogo per andare ad un altro, c quandola più parli di una cosa dividendola. Ma abbenchè questo verbo sianiateriainjf-n*e Jo stesso in ambedue i sensi, pure alcuna differenza pren-de nell* andamento suo, secondo la significazione che ha ; di modo clicpolrebbesi sospettare che due fossero i verbi Partire , non uno solo,in falli diie: tu partisci da Mtlatto y incamminandoti verso Lodi , co-me : tu parlisci co tuoi fratelli la eredità paterna , non può non riguar-darsi per grande inesattezza: mentre se F. Jacopone ha dello: Daquello mondo affatto mi partisco , o egli ha voluto dire die si divideadaffari col mondo,o non ha parlato colla conveniente proprietà. Sem-bra adunque die nel senso di dividere , o sia come verbo transitivo,Partire abbia luscita sua in isco f e così facciano Ispartire e Compar-/</<?, o Scompartire e Ripartire (tornare a far parti): e come intran-sitivo o neutro, sia semplicemente come sento j e così in simile signifi-cazione debba dirsi di Ripartire (ritornarsene). Che se a Partire nelprimo senso, e a Compartire e a Ripartire i poeti danno l'uscita chediciamo propria del secondo senso, ciò dcbbesi attribuire alla libertàclie a loro in tante altre cose si accorda. Ma di ciò basti fin quiIl prospetto che diamo di questo verbo, servirà per entrambi i casi

COMUNE

IND.

] } /esenteP;*rio : partiscoparli : partisciparie : partisCCPartiamo

partite

partono : parti-scouojjiip.PresenteParti : parlisciparta : partiscaParliamopa rii te

partano: partiscano

CONO,ì 'resenteParta : partiscaparta : partiscaparta : partiscaParliamopartiate

partanorparliscatìo

P.dR ilCIPJOPresente

PassatoPartito

jpartimo

ANTIQUATO

partiseli}

'partentepartuto

Del Verbo PASCERE.

pai tischiamojparlisciamo

partano : parti-

partischino

parti

.pa

ti : partiseli

dandone qui il prospetto % non mancheremo d indicare a quale usole rispettive diverse voci si accomodino più. Si avverta peiò che ilcomposto Compatire mal si adatterebbe in alcun caso alle desinenzeantiquate di Patire $ vogliamo eccettuare per avventura quelladi Computo per^bisoguo di rima , la quale piuttosto accuserebbemeschinità in chi non sapesse farne senza.

Può desiderarsi il prospetto di questo verbo, non procedendo comeJSascere , abbenchè alcun poco vi si assomigli.

comuni;

Pass. wd.PasceipascePascemmopascestepascerono

Pass. camp.Ho , aveva, ebbipasciuto , ec.CONG.

Presente

Pasca

pasca

pasca

pasciamo

pasciate

pascano

P. 4 RT.

Presente

Pascente

Passato

Panciuto

ANTIQUATO

pascetli

pascetfe

ra-

pa scottanoscettri o.pascerno * pascenno

pasto

paschi

pascerò

pascess mopascesti

Del Verbo PATIRE.

I primi scrittori di nostra lingua latinizzarono con questo verbone presenti dell'indicativo , imperativo , c congiuntilo, dicendoPoto , Pati , Paté , Pala , e tali voci piacquero poi apoeti perlaloro brevità. Ma in seguito si preferì la terminazione

in tsco ; c

COMUNEIND.

PresentePatiscopatiscipatiscePatiamo

patite

patiscono

IMP:

Presente

Patisci

patisca

Patiamo

patite

patiscano

COlfG,

Presente

Patisca

patisca

patisca

Patiamo

patiate

patiscano

pjRr.

Presente

Paziente

r-u suinopatito

Futuro

GERUNDIO

Patendo

ERRONEO

Antiquato

poetico

pallino

patisciamo: patischiumo

paiono

patiscano: patano

pacano

paltschi

patiscmarao : pa-tisciamo

paiano

patiscluno

l'iucuie

pas^o

passuro

patiendo

Del Verbo PENDERE.

Come abbiamo dimostrato di Fendere , anche questo verbo si allontanapcralcunc parti nelsuo andamento da Attendere. Seguono lesempio suoi verbi Dipendere ì Impendere (se non ffa troppo latino ) e Propendere .

antiquato

pendcUouo

POETICO

pcndeo

penderò : pender

pendessimo: peo*detta raopendestipendèrnodeano

peO-

COMUNEINO.

Pass. ind.

Pendei : pendetti

pendesti

pendè : pendette

Pendemmo

pendeste

penderono : pen-detteroPass, comp .

Sono , era , fuipenduto

Del Verbo PENTIRE.

Gli antichi tutti dissero Pentere , che il Cavalcanti spiega p cfpena tenete. Pentere non é che abbreviatura del latino pccnitevt*Dicono alcuni che questo fu tratto da penitus ire , quasi penetraipiù addentro , come è il dolore di aver fatto male: ma con ciòrendono ragione del perchè si scrivesse col dittongo ce , il qualenifestamrnte mostra che pcenitere viene da poetici. Meglio è dire clìi Latini lo trassero dai Greci , i quali usano il verbo esprimiprendere cui'a o affanno dopo $ che è lo stesso che aver pena. Q ^kilianì hanno tradotto a loro modo il poenitere dei Latini senz® V. 1 *,barazzarsi di etimologie. Ne* Trecentisti il verbo Pentere c usd®simo in ogni sua parte, e dissero Perduto per participio il . e

volte. H Petrarca però sentì comera meglio pentito e ^ e ! itV A )a \\'questa più grata terminazione ha prevaluto, e laltra si e . n \ ire ,donata interamente. Questo verbo adunque procede come A" 1essendo erronea ogni desinenza la quale supponga che P e,lLl,e w ed°uscita in wco. Dopo queste osservazioni si rende inutile il l )ì0 [ e ,iie-,di questo verbo. Avvertiamo solo che il suo participio e ìff c ìjCe non Pentente . che nissuno scrittore accreditato usò mai >sarebbe troppo duro allorecchio.

Del Verbo PERDERE.

COMUNEIND.

PresentePerdoperdiperdePerdiamoperdeteperdono

ANTIQUATO

POETICO

perdemo

* *

perdiàno

.on'EO

pt-riUtH* r cri

dcuo