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TEORICA DE' VERRI
Del Verbo PARTIRE.
Meriterei»!*: questo verbo più considerazioni da’ Grammatici , diquelle cbe per ordinario vi facciano sopra. Esso è di doppia distintis-sima significazione, sebbene dagli stessi clementi proceda, e ne’diversisuoi sensi gl’includa. Imperciocché c un ite in parti , diremo così, equando uno si muove da un luogo per andare ad un altro, c quandola più parli di una cosa dividendola. Ma abbenchè questo verbo sianiateriainjf-n*e Jo stesso in ambedue i sensi, pure alcuna differenza pren-de nell* andamento suo, secondo la significazione che ha ; di modo clicpolrebbesi sospettare che due fossero i verbi Partire , non uno solo,in falli diie: tu partisci da Mtlatto y incamminandoti verso Lodi , co-me : tu parlisci co ’ tuoi fratelli la eredità paterna , non può non riguar-darsi per grande inesattezza: mentre se F. Jacopone ha dello: Daquello mondo affatto mi partisco , o egli ha voluto dire die si divideadaffari col mondo,o non ha parlato colla conveniente proprietà. Sem-bra adunque die nel senso di dividere , o sia come verbo transitivo,Partire abbia l’uscita sua in isco f e così facciano Ispartire e Compar-/</•<?, o Scompartire e Ripartire (tornare a far parti): e come intran-sitivo o neutro, sia semplicemente come sento j e così in simile signifi-cazione debba dirsi di Ripartire (ritornarsene). Che se a Partire nelprimo senso, e a Compartire e a Ripartire i poeti danno l'uscita chediciamo propria del secondo senso, ciò dcbbesi attribuire alla libertàclie a loro in tante altre cose si accorda. Ma di ciò basti fin quiIl prospetto che diamo di questo verbo, servirà per entrambi i casi
COMUNE
IND.
] } /esenteP;*rio : partiscoparli : partisciparie : partisCCPartiamo
partite
partono : parti-scouojjiip.PresenteParti : parlisciparta : partiscaParliamopa rii te
partano: partiscano
CONO,ì 'resenteParta : partiscaparta : partiscaparta : partiscaParliamopartiate
partanorparliscatìo
P.dR ilCIPJOPresente
PassatoPartito
jpartimo
ANTIQUATO
partiseli}
'partentepartuto
Del Verbo PASCERE.
pai tischiamojparlisciamo
partano : parti-
partischino
parti
.pa
ti : partiseli
dandone qui il prospetto % non mancheremo d‘ indicare a quale usole rispettive diverse voci si accomodino più. Si avverta peiò che ilcomposto Compatire mal si adatterebbe in alcun caso alle desinenzeantiquate di Patire $ né vogliamo eccettuare per avventura quelladi Computo per^bisoguo di rima , la quale piuttosto accuserebbemeschinità in chi non sapesse farne senza.
Può desiderarsi il prospetto di questo verbo, non procedendo comeJSascere , abbenchè alcun poco vi si assomigli.
comuni;
Pass. wd.PasceipascePascemmopascestepascerono
Pass. camp.Ho , aveva, ebbipasciuto , ec.CONG.
Presente
Pasca
pasca
pasca
pasciamo
pasciate
pascano
P. 4 RT.
Presente
Pascente
Passato
Panciuto
ANTIQUATO
pascetli
pascetfe
ra-
pa scottanoscettri o.pascerno * pascenno
pasto
paschi
pascerò
pascess mopascesti
Del Verbo PATIRE.
I primi scrittori di nostra lingua latinizzarono con questo verbone’ presenti dell'indicativo , imperativo , c congiuntilo, dicendoPoto , Pati , Paté , Pala , e tali voci piacquero poi a’poeti perlaloro brevità. Ma in seguito si preferì la terminazione
in tsco ; c
COMUNEIND.
PresentePatiscopatiscipatiscePatiamo
patite
patiscono
IMP:
Presente
Patisci
patisca
Patiamo
patite
patiscano
COlfG,
Presente
Patisca
patisca
patisca
Patiamo
patiate
patiscano
pjRr.
Presente
Paziente
r-u suinopatito
Futuro
GERUNDIO
Patendo
ERRONEO
Antiquato
poetico
pallino
patisciamo: patischiumo
paiono
patiscano: patano
pacano
paltschi
patiscmarao : pa-tisciamo
paiano
patiscluno
l'iucuie
pas^o
passuro
patiendo
Del Verbo PENDERE.
Come abbiamo dimostrato di Fendere , anche questo verbo si allontanapcralcunc parti nelsuo andamento da Attendere. Seguono l’esempio suoi verbi Dipendere ì Impendere (se non ffa troppo latino ) e Propendere .
antiquato
pendcUouo
POETICO
pcndeo
penderò : pender
pendessimo: peo*detta raopendestipendèrnodeano
peO-
COMUNEINO.
Pass. ind.
Pendei : pendetti
pendesti
pendè : pendette
Pendemmo
pendeste
penderono : pen-detteroPass, comp .
Sono , era , fuipenduto
Del Verbo PENTIRE.
Gli antichi tutti dissero Pentere , che il Cavalcanti spiega p cfpena tenete. Pentere non é che abbreviatura del latino pccnitevt*Dicono alcuni che questo fu tratto da penitus ire , quasi penetraipiù addentro , come è il dolore di aver fatto male: ma con ciòrendono ragione del perchè si scrivesse col dittongo ce , il qualenifestamrnte mostra che pcenitere viene da poetici. Meglio è dire clìi Latini lo trassero dai Greci , i quali usano il verbo esprimi”prendere cui'a o affanno dopo $ che è lo stesso che aver pena. Q ^kilianì hanno tradotto a loro modo il poenitere dei Latini senz® V. 1 *,barazzarsi di etimologie. Ne* Trecentisti il verbo Pentere c usd®simo in ogni sua parte, e dissero Perduto per participio il . e
volte. H Petrarca però sentì com’era meglio pentito e ^ e ! itV A )a \\'questa più grata terminazione ha prevaluto, e l’altra si e . n \ ire ,donata interamente. Questo verbo adunque procede come A" 1essendo erronea ogni desinenza la quale supponga che P e,lLl,e w ed°uscita in wco. Dopo queste osservazioni si rende inutile il l )ì0 [ e ,iie-,di questo verbo. Avvertiamo solo che il suo participio e ìff c ìjCe non Pentente . che nissuno scrittore accreditato usò mai >sarebbe troppo duro all’orecchio.
Del Verbo PERDERE.
COMUNEIND.
PresentePerdoperdiperdePerdiamoperdeteperdono
ANTIQUATO
POETICO
perdemo
* • * •
perdiàno
.on'EO
pt-riUtH* r cri
dcuo