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per le donne le scuole pubbliche , e le stanze di San Gennarocon altri luoghi pii per gli uomini ; e fu pensato dall’ Eminen-tissimo Arcivescovo di raccòrrò i Parochi in casa sua propria, edi dar loro a proprie spese il vitto quotidiano. Dal quale esem-pio infiammati gli altri , tutti esercitarono grandissimi atti dicarità , e di misericordia . Conciossiacosaché i Governatori delVenerabile Spedale della Santissima Trinità de’Pellegrini ricevet-tero parecchi gentiluomini , i di cui beni restarono incendiati,e dispersi, e mantennero in una casa vicino alla Chiesa di Sanbeverino dugento cinquanta donne . I Fratelli delle Congrega-zioni de' Gesuiti presero anch’ essi a pigione una casa , doveMantennero parecchi persone avanzate a quelle fiamme divora-trici : e il Collegio di Sant' Ignazio fece il simile, dando il nu-trimento in una casa presa a posta, a molti miserabili. Il Montedella Misericordia prese fino a censo del danaro per sostenta-mento de’ poveri ; e molti Signori, e Prelati mostrarono quantogrande foste la loro pietà cristiana : imperciocché i Gesuiti colleMsacce al collo piene stipane andavano distribuendolo ai mendi-cati per la Città ; e molti Prelati, e Cavalieri colle loro borseAperte in mano andavano dispensando larghe limoline . Gli SpedaliMrono aperti alla cura dei feriti, e degli infermi semivivi, chedi mano in mano erano recati, correndo a gara i Medici, e ìCerusici per dare ajuto a que’ meschini non tanto agl’Incurabili,c |te alla Casa della Nunziata : ed essendo penetrata la notizia,c s e dentro la Chiesa di S. Maria dell’ Arco vi erano scampatec Mque cento persone, furono mandati cinquecento scudi, e di-y er d camangiari in loro sostentamento. E il Signor Viceré vo-e Mo confermare nella loro buona , e santa risoluzione quellej^Ma donne peccatrici, che in un Conservatorio di nuovo sab-otato si erano riposte ali’ incontro di San Giacomo degli Spa-£ nu ?lì, assegnò pel loro vitto duemila scudi annui ; e al similetarsiarono molte divote persone, alimentando varie altre donneIprite,che arrivarono al numero di dugento. Così terminò laOrnata 18. che fu molto terribile non tanto per le cose av-t quanto anche perché ( tanto sono uniformi in tutti ì
j^P 1 i costumi degli uomini ! ) si era sparso voce, che in quel-Qi P otte Napoli dovesse subissare ; e perciò tutti correvano alles le iti * ft^ando ognuno , che fosse meno male il morire in-tuii e ’ c ^ e f°lo ■> e ohe fosse più tollerabile la morte , qualoratosto nella Chiesa, che nella casa si dovesse incontrare. Ma
quan-