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Racconto storico-filosofico del Vesuvio e particolarmente di quanto è occorso in quest' ultima eruzione principiata il dì 25 ottobre 1751 e cessata il dì 25 febbraio 1752 al luogo detto l' Atrio del Cavallo ... / Giuseppe Maria Mecatti
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niore , che tutta l'aria ne rimbombava . Questo scagliamentodi saffi durò per tre quarti dora, e poi mancò; ma i mugiti,e i rimbombi continuarono più gagliardi, e più forti che mai.La notte ad ore sei si riaccese il fuoco , e ritornò il Vesuvioa vomitar pietre di smisurata grandezza. Rimancò il fuoco, ecrebbero i fremiti , e gli scoppi fino alle 14. del 21. unode quali fu così smisurato , che fece tremare tutti gli edificj.L Giovedì 22. Festa del Corpus Domini inverso le 24. di nuo-vo fece il Vesuvio orrendissime botte , e riprincipiò ad alzarele fiamme di fuoco,e sbruffare dei globi di cenere, e una buo-na quantità di pietre . Il 23. si acquietò in maniera, comese nulla ne passati giorni aveste fatto ; sicché i liquidi bitumiNon hanno sgorgato, attribuendosi la cagione ali estere le boc-che turate . Benè vero , che continuarono in. apprestò a farsisentire i Terremoti , uno de quali più terribile fu a 19. Gen-naio MDCCV., ed un altro a 20. Luglio MDCCVI., e al-lora incominciò a levar fiamme, e a far fracasso particolarmen-te nella bocca volta al Settentrione , stando le altre'due ancorachiuse, ed essendo forse il preludio dell incendio, che seguì stan-tio appresso , che così viene descritto dal Sorrentino al cap. Vili.del Lib. 2.

Ancorché rimanessero turate due bocche del Vesuvio, edUna sola fosse quella , che in tutto questo tempo gettaste fiam-Nie, e fuoco , pure dal 20. di Luglio dell arino scorso non la-lc id la montagna di spaventare co suoi mugiti, e scuotimenti fi-*io a 28. di Luglio del MDCCVII. tutti i Popoli della Campa-la. I n detto 28. adunque si vide il monte più del solito fu-migare , ed ardere , strepitando sempre più i Terremoti . Il3 °- essendo cresciuta la fiamma, al zoili il pino di fuoco, e cene-T e per pin dun miglio in aria,urtando, e battendosi insieme conHtttnenfo strepito le scagliate pietre , e movendosi dentro alla vo-lgine gli scogli, e gli smisurati macigni. Per le quali commo-. lQ ni aprendosi , e crepando la terra , la liquefatta massa si fece, Var co al piè del monticello alla parte del Salvadore scenden-~° precipitosamente a bastò . Allora per tre ore celiarono leat ttme duscire dalst aperta voragine : ma di poi essendosi piùssstte scossa orribilmente la terra,non solo da quella, ma dalle

^ Ue ^nehe, che erano turate, incominciarono a salire piùand etU °k ^ amme , e stàdi smisurate pietre tutte infuocateper stana , che poi ricadute dentro il Cratere dopo un

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