( CCCXI )
io son certo, che se egli mettelì'e da banda l’impegno, e Io spiri-to di contenzione, e ad occhi veggenti mirasse quello, che miria-mo noi, muterebbe linguaggio, e confetterebbe, che questa nonè la Lanterna Magica , e che quelli , che hanno creduto poteressere questo il luogo ove era Ercolano, non hanno parlato tantoallo sproposito. Io non voglio in questo più dilatarmi, e intantomi son preso il fastidio di scrivervi, perché da Voi, e da’mieiAmici sono stato incitato a ragionare,essendoci chi più ampia-mente , e meglio di me discorrerà su questo medesimo argo-mento.
II. Quanto poi è probabile , che dove si fanno gli scava-menti vi fosse T entratura , o che di lì non folle molto lonta-no Ercolano ; altrettanto io giudico certo , che quivi vi fossefettina,volgarmente ora detta Resina.Che il nome di Rettinasi sia corrotto in Resina, questo non è gran fatto; perché nellamedesima maniera, e’si son corrotti od accorciati tutti, olà mag-gior parte de'nomi delle ville, che quà esistevano a tempo de’Ro-mani, chiamandosi ai di d’oggi Polo la Villa di Poliione, Mar-cilliano la Villa di Marcigliano o Marcelliano , Donna Tranala Villa Neroniana , Meta la Villa di Metello , Stabbiana laVilla di Stabbiano , e così' di molte altre , che fono sparse daNapoli fino al Promontorio di Minerva, che èia punta di Mas-sa. Chiamandosi adunque tutto il luogo, che sta coperto dalleLave,Resina,questo non è un nome dato a caso, ma è segno,che quivi é stato sempre un 1 uogo, che Rettina, o Resina si appel-lava. Or dico io, che appunto questo è quello, che è chiama-to Rettina da Plinio; dico che era Villa, e che adornava co-me Paltre la spiaggia, che sta alle falde del Vesuvio, e che daNapoli mena ad Ercolano;. e perché più ss ogni altra stava pian-tata alle radici di detto Vesuvio, eli’era perciò più che ogni altrasottoposta al pericolo ss estere soffogata. Infatti subitochè inco-minciò dai Vesuvio V eruzione, e che come una Colonna anda-v a in alto, si stava bensì con gran timore nella spiaggia tra Na-so i, ed Ercolano, ma ognuno stava osservando dove mai piegarsolesse quel!' Albero tanto stupendo , che in alto a guisa di PinoiL e r r S ev a, e Plinio il Vecchio, che insieme col Nipote stava insileno, e che tali prodigi aveva considerati, ma che ancora nonapevad’onde avessero origine : incertum procul intuentibus , exco° il 0nn ’ suîfse pojtea cognitum est ; subitochè ciò
n °bbe j spinto dalla curiosità aveva fatto preparare la Libur-
nica