intromizione 29
quelli die vengon prodotti dai gaz idrogenipi'oeacciati dall’arte. Quarto, facendo una ri-gorosa analisi del gaz idrogeno dei fuochi diBarigazzo, e degli altri luoghi circonvicini, me-diante l’apparato pneumatico-chimico a mer-curio, i barattoli pei diversi iluidi aeriformi,e gli altri ingegni destinali a quesLe analisi,meco recati su que’luoghi alpestri. Quinto, in-slitnendo la medesima analisi nella terra didove soiton que’fuochi) intorno a che diròin passando , clic per averla più pura essen-dosi fatto uno scavo di qualche profondità edampiezza dove ardono quelli di Barigazzo, so-nosi essi di subito moltiplicati per sì gran modoe fatti sì poderosi, che dopo la mia partenzadi là, quello scavo è stato convertito in unafornace da calcina, in cui si sono cotti c sicuocon tuttora sì perfettamente i carbonati cal-cari , come nelle fornaci destinate a quest’ uso.Sesto , cercando quali materie possano esserele generatrici di questo gaz idrogeno di venaindeficiente , e che da sì lungo tempo si svol-ge , constando per documenti sicuri che daun secolo e mezzo in poi ardono già questipiccioli incendj.
Nelle colline pur modanesi e reggiane esi-stono certi luoghi da’ terrazzani denominatisalse , le quali ho trovato rappresentare quasiin miniatura i vulcani, non mancando ad essee cono troncato esteriore , e imbuto internocapovolto, e terrose gorgoglianti materie, tal-volta in alto lanciate, e più spesso traboc-canti dai lati e formanti picciole correnti. Nellaguisa pure degli ignivomi monti, sovente si