CAPITOLO II. ^3
se non tutti, quegli almeno che per la minorsottigliezza cadono più sotto 1’ occhio, hannofigura prismatica, e l’analogia c’invita a cre-dere che sia lo stesso degli altri.
Queste infinitesimali cristallizzazioni le cre-derei posteriori di tempo al raffreddamentodella lava albergatrice, generatesi in quelle va-cuità da sottilissime deposizioni sorlacee , perla feltrazione dell’ acque. Ma di simili avventi-zie cristallizzazioni nelle lave più opportuna-mente ragioneremo in altra parte di questoLibro.
XI. Gli ooliti nominati al N. V giacciono incerte picciole gole della Solfatara, dove correl’acqua quando piove. Sono oritondi, o alcunpoco schiacciati, del diametro al piyj> di mezzopollice, della bianchezza della neve, di sommaleggerezza, facilmente stritolabili, e converti-bili in polvere quasi impalpabile. Si appiccanofortemente alla lingua , e ciascuno è formatodi sottilissime sfoglie. Quindi questa stalattitevulcanica nella formazione non differisce dal-1’ altre.
Sarebbe superfluo il ragionar qui del sulfatodi calce aderente ad alcune lave, come puredel sulfato di ferro, e dell’ossido di arsenicosulfurato rosso, essendo già stati questi pro-dotti della Solfatara bastantemente da altri esa-minati e descritti; nè i miei hanno particola-rità che meriti d’essere ricordata.
XII. Non è raro il trovare alla Solfatara dellepomici di varie specie. Evvi tutta la probabi-lità che piuttosto da questo vulcano, che daaltri Campi Flegrei sieno state quivi eruttate.