’J I VIAGGI ALLE DUE SICILIE
Aon sono cjnesle in grandi ammassamenti ,come vedremo essere altrove , ma in pezzi stac-cati e in frammenti. Una cosa sola toccheròdi esse, sembrandomi che nel rimanente siconfondano queste pomici coll’altre già no-te. Oggidì sappiamo che la pomice non è cheun vetro cui poco manca per esser perfetto.A divenir tale sembra non richiedervisi che ungrado di più di fuoco. Il passaggio dal vetromeno perfetto al perfetto scorgesi in alcuna diqueste pomici nella più evidente maniera. Inassai luoghi fibroso ne è il tessuto, c le fibresono vetrose, ma senza quella liscezza, quellustro e quel grado di trasparenza che non vadisgiunto da 1 vetri vulcanici. Ma seguendole conl’occhio,«si mirano consolidarsi là e qua inmassetto di varia grandezza , simili a lucentee liscia vernice, che non è che compiuto ve-tro, come si ravvisa anche meglio staccandoledalla pomice ed esaminandole isolate. Sonodure abbastanza per mandare scintille col bat-tifuoco ; fenomeno che si osserva in ogni ve-tro vulcanico.
Dopo l’avere parlato dei principali prodottidell’interno della Solfatara , direni poche cosedi alcuni altri giacenti nel suo esterno, in quellaparte che è prossima ai Pisciarelli , così chia-mali per l’acqua calda e gorgogliante che conislrepito sgorga dal fondo (l’un monticello aquesto vulcano contiguo, per le mediche virtùda lungo tempo famosa. Cinque sono i saggidi lave che quivi ho presi, ma che indicheròsoltanto, essendo troppo analoghi ai finora de-scritti.