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I dieci libri dell'architettura di ... Vitruvio / tradotti & commentati da Daniel Barbaro
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to, ey. quanto e piu nobile,& piu preſtante L animo del corpo, tanto e piu degna la uiii 4ealtro bene. Felici adunque chiamar ſi poſſono quelli ſauis che con belle,& ſottili inuentioni, Jno procacciato quella lode,&. quella gloria, il frutto dellaquale, o paſſato in eteruo bene ficlimondo,& tanto piu, quanto ci hanno maſtrato le coſe nobili,& precioſeeche ſi come 5all huomo,&Mplu giocondo uedere una minima parte delle loro amatè coſe, che trattarelt 1 8bra di tutti gli altri corpi, coſi e piu degno ſapere una minima ragione delle alte,& rimoft 1che entrare nella cognitione di molte, che ci ſono famigliari.& però ben dice un pocta.

Veramente felici,&. fortunate Non ſcaldò i cuori lor lardente focouron quell alme, 4 quai prima fu dato Di Venere crudel, no uino, o coſaConoſcer coſe si belle, e pregiate: che impediſſe il lor corſo, o molto o PocoBen lor ſucceſſe quel penſier beato, Non la turba del foro litigioſa, aChe flu di aſcender a idtellati chioflri, Non la dura militia, nen la nanaEt pareggiar con la uirtute il ſato. Ambitione di gloria pompoſa.Queſto o credibil, che gli horrendi mo ftri Vingordigia dell oro empia e inbumanaVinceſſer de gli errori,& chi ogni gioco, Non picgò punto gli animi di quélli,Laſciaſſer, che ammolliſcè i petti noſtri. H eran riuolti alla parte ſoprana.

chi norr adunque comparare ſunili huomini a gli. Athleti? chi a gladiatori od altri, che f 1uittorie, o 2 87 75 preſenti s hanno obligati alcuni pochi? Meritamente adunque dose,Vur. giudicare, che gli inuentori delle utili,&. bells coſe meritiuo piu preſto gli honori cellche quelli, i quali a tempo de Greci ſiorirono di gloria per le forze del corpo dimoftrate in ggiuochus che ad honore di diuerſi Dei,& heroi coſi pompaſaumente, e con tanto conc oropopoli ſi celebrauano, coiue erano i giuochi Olimpij in honore di Cioue, i Pithij iu Honor, 0 10poll ine, ĩ Nemei in honore di Archimoro, gli Icthimici in honore di Palemone. Ma Lacquellos che in Hitr: e manifeſto,&ueguamo ad alcune belle inuentioni di alcuni antichi Faunprima di Platone nel primo capo, poi di Pithagora nel ſecondo,& in ſine di. Archimede 4 10toſthene,. di. Archita nel terʒo: auuertendo che que flo nome di Gnomonica ſi egtende mospiu di quello, che Vr. poteſſe intendere nel preſente luogo.

Amodo ritrouato dla Platone per miſurare un campodi terra. Cap. I.

.E il luogo ouero il campo di lati eguali ſarà quadrato,& biſogno ſia di 70uo con lati eguali raddoppiarlo, perche queſto per numeri, o per moliie5 catione non ſi ritroua, però ſi puo fare con emendate deſcrittioni di lin 1Et que ſta è la dimoſtratione. Certo è che unoſquadro di dieci piedi pel 110

lato, è piedi cento per quadro. Se adunque è biſogno di raddoppiarlo,& fare uno 1 0di ducento piedi,& che ſia di lati eguali; egli ſi deue cercate quanto ſi deue fare undi quello quadrato, accioche da quello alli raddoppiamenti dello ſpacio riſpondinecento piedi. Queſto per uia di numerĩ niuno puo titrouare: perche ſe egli ſi fa und dicidi quattordici piedi moltiplicando uerr alla ſomma di cento nouanta ſei, ſe di qu ifard ducento,& uentieinque:& però, perche queſto per uia di numeri non ſi fa 117 0ſto, egli ſi deue nel quadrato, che è di dieci piedi per ogni lato tirate una linea da ub degulo allaltro in modos che il quadrato ſia partito in due triangoli eguali,& ciaſcun ge-I detti triangoli ſia di piedi cinquanta di piano. Adunque ſecondo la lunghezza delle 14nſcritta linea egli ſi deue fure uno piano quadrato di lati eguali:& coſi quanto gran 5 dieno i due trianguli nel quadrato minore di piedi cinquanta, con la linea diagona ccni

gnati) tanto con quello iſteſſo numero di piedi, nel quadrato maggiore ſaranno a 10qu