DI M. BENEDETTO.vA RCH 1. ila
A M. Bernardo Gamucci,
Quante l'antico Veglioze mille armateGottice,& Oſtrogottice MafnadeCon ferro, e fuoco in quella alma cittade,Ché fu Reina d ogn altra cittate;Spenfer gia merauiglie sin quella etate:In cui regnò più che mai crudeltade;Tutte voſtro ſaper, voſtra bontadeSon hor Gamucvi mio, fra noi tornate.Per voi quanta; e qual era, hoggi ſi vedeLa priſca Roma; oue con doppio honoreHebber l’arme,& le lettre vnica ſede.Qual forza; qual ingegno, qual valore;Se tutte d morte. le più ricche predeTogliete ogn hor, non èdi voi minore?
Di Madonna Laura Battiferra dezli Ammannati: FA
Cadde la glorioſa antica RomaNe tempi ingiuſti, e fue vefligie ſparte;Vero di marauiglia eſſempio, e d arte,Hann hor d herbe neglette indegna ſoma;Ma nel tuo chiaro; e candido idiomaSol ne le tue moderne, è dotte carte,Giouan ANT 1 CO, il buon popul di MarteVede che l’opre fue tempo non doma.
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