LEN BIR UoDNRI M 0o 34uio(ragionando del peripteros) dimoſtra come ſteſſe-ro col portico, o vogliamo dire con! ordine delle colon-ne, che erano fuori del detto Tempio, inſieme con le dueporte che eſſo haueua. In queſto ſi ſoleuano recitare lepubliche orationi,& qualche volta fecondo i hiſognidella republica, raunaruiſi il Senato: ma effendo o perl’antichità, o per qual fi voglia altro accidente ruina-to; come vuol Tito Liuio, fu rifatto da molti in quelproprio eſſere, che bora per le reliquie delle fue deſtrut-tioni fi puo conietturare. Stette in piedi queſto Tempiofino al tempo dell Imperio di Nerone; allora fu con-Sumato inſieme con gli altri mirabili edificij del Foroda vn lacrimoſo incendio, folamente laſciando le trecolonne dette di fopra per faggio della fua grandezza. IErano ancora nel Foro Romano i Roſtri di bronzo o Ro divogliamo direi Tribunali, o Pulpiti fecondo il parla-;re de noftri tempi, iquali come Seruio,& Aſconio rac-contano, furono fatti della materia delle naui di Anzo,chei Romani in quella ſanguinoſa battaglia naualecon immortale gloria acquiftarono. Et perchei Roſtrivecchi erano prima nel Comitio preffo alla Curia vec-chia,vuole il medefimo Aſconio, che quefti foſſero poiStati traſportati preſſo al detto Tempio di Gioue ſtato-re. Et perche queſti vecchi, come quei nuoui erano nella piu frequentata& bella parte della città; vſaua ilSenato Romano de recitarui le publiche orationi,&diuulgar le facre leggi al Popolo Romano:onde per l’eccellenza& dignita di quel luogo, vi ſi drizzanano le Static in-ſtatue a coloro, che s'erano con qualche fegnalata ope- tornoarora moftrati benemeriti della Republica: fra lequali ſi ftri,vedea quella di Cornelio Silla fatta di finiſſimo oro nel
E 2, tempo,.