LIBRO PRIMO 35
fu da lui ediſicato a canto al Tempio di Veſta, bauendo
creduto che quei due giouanetti che in aiuto ſuo hauena
veduto combattere tanto valorofamente, per cagione
de quali Poftumio ottenne la ſanguinoſa vittoria, fof-
Jero dal diuino ainto Stati mandati in fauor ſuo,&
che altri non poteſſero eſſere ftati che Caftore& Pol-
luce connumerati fra gli Deis però volfe infieme co Ro-
mani dedicare loro quefto Tempio. Et quel Q. Martio
che in due battaglie vinſe i Sanniti, hauendo combat-
tuto con eſſi per la libertà della patria(laquale me-
diante il valore& le virtu fue fu liberata da l’obligo
tributario, che eſſa hauea co Sanniti) merito che dal
popolo gli fuffe drizzata yna ſtatua di rincontroalla di
porta di quel Tempio. Il Tempio di Auguſto, che era Teo
nel Foto Romano effendo Stato cominciato da Tiberio Sulto-
Imperatore,& da Caligula condotto alla ſua perfet-
tione con artificio& ricchezza grandiſſi ma, per le ope
re che vi erano di ſcoltura digniſſime; dicono che fu
prefJo a quello di Gioue Statore. Ma ponendo Suetonio,
che di fopra a queſto Tempio paſſaua gia vn ponte 3 il-
quale foſtenendoſi ſopra vn continuo proportionato or-
dine di colonne, dal Palazzo maggiore incominciando, Dont na i
ſene andaua in Campidoglio; percio hanno creduto mol, fio cs
ti antiquarij moderni, che quelle ſei colonne che anco 2
ra ne tempi noſtri(i veggono tre dal Palatino,& tre De
dal Campidoglio fiano di quelle del detto ponte il che
io non credo per vero, vedendo’, che effe hanno in loro
& dinerſe altezze& ordine fimilmente dinerſo; per
ilche è facil coſa a conietturare, che queſte non ſer-
uiſſero all'opera di quel ponte, ma piu toſto al por-
tico di vn Tempio di qual fi voglia Dio de Gentili: iE 3 i