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WOLIBRO: WR TMO0. 123 aminciarono a moſtrare la dolcezza de lor verfi) per‘gli ornamenti delle fabricate cornici, delle colonne,&delle. ſtatue chs erano in queſto Foro ſecondo l'autoritadegli ſcrittori in granliſma quantità; fra lequaliera nel Tempio da'lui ediicatoa enere genitrice laFua propria Statua, armata per ſodisfacimentb del vo-tos che egli fece, quandocon ſuo gran pericolo fece lagiornata di Farſaglia. In queſto Tempio ancora ol»‘tra le molte belle ſculture, che vi erano intagliate daeccellenti maeſtri, ſi yedeuano due belli ffime. pitturevuna d' Miace, l'altra di Medea fatte da Timomato‘da Coflantinopoli: Et dinanzi alla porta erail ſimu-lacro di quel hiero& valorofocanallo, che féruì Ce-Iare in rame pericoloſe battaglie, ilquale banena lugvna de pꝛedi, come vuol Tranquillo, in modo diuiſe, chefi aſſomigliauano alle dita del piede humano;& que-
ſto non fo per qual miraoolo di natura non fo pportòche -
nltroil caualcaſſe mai chè ceſare:& perciò era da ef=Sere ag guagliatoal felice Bucefalo di Aleffandro MasLuo oal famoſo Arione& Cillaro caualli cotanto lo-dati da gli: ſcrittori antichi. Nel detto tempio ancoraerail bel fimularro di tenere farto dalla artiſicioſaManat Ancheſilao ſcul tore, molto famoſs in quei tempi. Seguituna dopo il Eorodi Cefare, l'altro di Otta-iano Augufto, ilquale eradietro alla atua di Marforio& la Chie ſadi fanta Martina,& fu da queſto ot-timo& fortunato fecondo Imperadore fabricato; co-noſcendo chei due Fori raccõrati di ſopra non eranoba-anti per agitare tante cauſe, che per la frequenza deLli habitäti vi erano infinite. Ne volſe che egli per ſupPlemento tanto delle liti ferviffe, quanto perche in efJai G 4 ancora
Pitture diTimomaco nel Té-pio di Ve-geregeni-trice. -luni arnel
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Foro di -Ottauia-no Augu-ſto.