DELL'ANTICHITÀ DÌ ROMAdalla Chiefa di fan Giorgio in Velabro, della quale fipoleſſi ſcriuere le ſalubri èperienze& ſegnalate, fatte appreſſo gli antichi, dubicerei che le infinite ſue virtà& perfettioni non mi allontanaſſero troppo dal mioprimo ragionamento: oltra ehe acquiſterei poco credi-| to appreffo il lettore, ilquale giudicherebbe il parlarei| mio fauoloſo; concioſia, chela detta fonte non ci dia bora eſperienza alcuna delle fue gia particulari gratie;
ilche è cagione, che alcuni antiquarij neghino che ques
fla ſia quella medeſima antica di Imurna:& dicono
che lacque fue naſcono piu toſto dalla Cloaca maßima,
che paſſa ini appreſſo, che dalla vena del fonte ſopra-
detto: onde per non lodare io in vano vna coſa che Sta
inforfe di eſſerne indegna, me ne pafferò pin oltre a rac
Circo maſ contare le coſe marauiglioſe del Circo maßimo. Fudi-fimo. ſüignato queſto da Tarquino Priſco di tanta grandez-za che fi diſtendeua dal lato del Palatino fin appreſſo
al monte Auentino,& fu chiamato Maflimo, perche
in Roma non fi fece mai il maggiore. In eſſo»fauano?
Romani di rapprefentare i giuochi Circenſi, ſoliti acelebrarſi come vuole Dionioſio ne luoghi piani&(pà
tiofi all'ombra di fronzuti arbori, o ſopra delle verdiherbette, o appreſſo al lento corſo di qualche fiume:
fi come auuenne allora, che Romulo rapì nella ſolen-
nità di quei ginochi le donne Sabine. Queſto Circo eſ=
Sendo come ho detto Stato difegnato da Tarquino di mol
to maggior grandezza, che non haueua fatto Romulo,antiuedendo forſe, che haueua da effere capace per li
giuochi del grande Imperio di tutto il mondo; fu an-
cora da lui compartito l'ordine di eſſo de luoghi per li
Senatori, caualieri,& altri di grado in grado dinii
dalla#