TermeGordia-ne.
A
I DELL'ANTICHITADI ROMAdugento colonne, appreſſo al detto ancora edificò le fueTerme; lequali hebbero grido di eſſere le piu helle,&delle meglio inteſe, che ſino a quei tempi foſſero Statéfatte in Roma, vedendoſene ancora ne tempi noſtri ve-Higij, che in parte danno faggio della bellezza& ric-
chezza loro. Sopra gli argini di Tarquino molti vo-gliono, che il medeſimo I mperadore haueſſe yn arco
adorno di ſtatue, cornici,& colonne, fecondo che quellaopera richicdeua. Sotto i medeſimi argimi nel piu rile-uato Colle dell Eſquilie appreſſo alle Terme di Diocli-tiano, era quella torre di Mecenate, ſopra laquale di-cono, che lempio Nerone tette tutto lieto fra il publi-co pianto de cittadini Romani, a riguardare quel pieto-JSoincendio che per ſua cagione bruciò quaſi tutta la cit
tà. Percioche quefto huomo con oſtinata pæzzia hauea
fatto appicciare il fuoco da quella parte del Circo, cheera trail Palatino et Colle Celio; per cagione delquale,come yuol Cornelio Tacito, eſſendoui ſtato il fuaco ſet-te continui giorni con altretante notti, fu Kama fpogliataditutti è fuoi piu belli& antichi cdificij: atieſo chedi quattordici regioni, che fono nella città; quattro apena reſtarono ſalue da quelle yoraciſſime fiamme. Reſta-rono per queſto incendio conſumati,& guaſti non purgli edifici publici, ma ancora quelli che con grandiſſimaſpeſa erano ſtati conſacrati alla religione loro:fra iqua-li fu il Tempio di Seruio Tullio confacrato alla Luna,quello di Euandro che egli infieme con quel tanto cele-brato altare, confacrò a H ercole;quello di Gioue flato-
re raccontato difopraedificatoda Romulo: il Tempio
di Veſta,& molti altri tempij& palaazi ancora che
‘erano in quei colli, Dopo queſte fi trouaua il campo
Eſquilino,