PDEEEANTICHITA DI ROMA.di adottione laſciato herede dell Imperio; ſi conferiiò
Antonino. pa..
Imperato] in quello con tanta dignità,& viſſe fi virtuoſamente,
re& ſue lo che ben fi poteua dive, che pochi 1 mperadori gli foſſe-di.
ro Stati eguali,& niuno ſuperiore; efJendofi ſempreretto von la prudentia nel fare eſſequire la giuflitia,& con la religione foftenutofi in quel felice Imperiotanto che egli meritamente fu tenuto ſimile a NumaPompilio. Per queſto fi dice, che le barbare nationi,che non erano al Romano Imperatore ſoggette, baucndo alla bontà ſua qualche reuerentia, non ardirono mainella età ſua di fare alcuno mouimento di guerra; mapiu tofto vogliono, che per honorarlo manda ſero dalleeſtreme parti del mondo publiche ambaſcerie deſide-rando tutti per ſua cagione l’amicitia de Romani; aquali, hauendo mentre che viſſe goduto vna continuapace, non parue niente graue il giogo della fernitu perpatio di ventitre anni:& find il corſo della ſua vitain yna villa hauendo viffo ſettantadue anni. Hebbedatuttoîl mondo, fecondo che ricercaua la perdita di»n ſi eccellente capo, le debite lacrime. Ei perche ficome habbiamo con brenità difcorfo, non ſucceſſeroaltempo ſuo rumori di guerre: però è da credere, che leimprefe militari, che fi veggono ſcolpite nella colon-
‘na, foſſerodi quelle, che M. Aurelio hebbe co Sarma-
ti& con gli Armeni. L'altezza ſua pongono gli an-tiquari effere di piedi cento ſettantacinque,& ha co-me nel preſente difegno fi puo vedere, cinquantaſeifineftrelle; che danno lume dentro a vna ſcala a chioc-ciole, laquale arriua fino alla ſommita, che ella baSecondo la opinione di Publio Vittore di gradi ducen-to ſei, de quali vna gran parte ne giorni noftri fi veg”
i gono