coſa era.
bia.
Septi che p
DELL’ANTICHITA DI ROMAerciò fu domandato Septi, che non vuole in lingua no-fra dire altro, che ſerrato, o cinto;& perche haueua
fomiglianza con gli ſteccati, o ghiacci doue ſi tengonole peccore alla campagna rinchiuſe, fu domandato ancora Quile. Queſto veniua a ponto a eſſere fra la colon-na di Antonino Pio,& l’acquidotto dell’acqua ergi-ne. Et perche il detto luogo de Septi non ſeruiua ſola-mente per la creatione de magiſtrati, vogliono che vi fifaceſſe ancora la raffegna del Popolo Romano, che èquella, che eſſi domandanano il cenſo, annouerandoullitutta la gente che habitaua in Roma; laquale al tem-podi Auguſto fitrouòeffere Stata di centotrenta centi”nari& mille trentafette anime:& queſto? quafi!
maggior numero di babitatori,che haueſſe mai per alscun tempo la città di Roma. In oltre faceuano inqUtSepti per la commodità di quel luogo rinchiufo cacclt,& giuochi, come piu a loro aggradiua;& appreſſoaqueſto pongono vn Tempio di Nettuno con vn belliffimo portico reſtaurato da Agrippa,& arrichito di mo
tiornamenti;& la via Fornicata,& quello Anfitea-tro detto di Claudio per eſſere egli Stato quello,che l'hdueua finito, hauendolo trouato da Tiberia Imperato!tincominciato. Et perche di fopra habbiamo detto comt
villa pu- delle ruine della villa publicanacque il monte Acet0”
rio, non farà fuori di propoſito il dive per qual cagio!riceueſſe, al tempo che era in piedi, queſio nome. QUE.ſta donque non era altro che vn palazzo, nelquale ſiricettanano gli ambaſciadori nimici, allora che pe"qual fi voglia bifogno veninano a Roma, non&lſen
permeſſo per tutti i riſpetti il laſciarli entrare dentt?alla città. Cicerone ragionando ad Attico ſuo gui:
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