DELL’ANTICHITA DI ROMA
Chiefa di molte gentildonne Romane, dando in quel luogo di loro
11 Monto- Iendo verfola maggiore fommità del Colle 1aniculo,!
E o da chi ppj appariſce altro ne tempi noftri ſe non la chiefa deuoi rinouara, o.>
onare, ta di fan Pietro in Montorio restaurata con nuoua ope
ra da Ferdinando Re di Spagna, fi come dimostrano le
„„ fue reali inſegne che fono in Chieſa, che danno Segno
se sete) dell animo ſuo catholico,& religioſo; ilquale hauen-
ves a donella vita ſua acquiſtato ſempre fino a prefenti gior-
u immortale fama per le fue glorioſe imprefe, per hor
-‘ ersi nore di Dio,& della Chriftiana religione, offerfei Te
zò nuoui altari, per moftrare che il combattere dei REgui folamente con la vittoria all honore di Dio fi deattribuire. Queſta chiefa donque da lui reſtaurata è| tuataintal parte della città, che quindi fi vede qualiedificii babbia Roma antichi& moderni per Ll'altezatRO di qutl monte, che bora è chiamato M ont Orio, perchtPNE e is, da latini oltre a Ianiculo fu detto Aureo, perche vi!| Menne amrte itroua gran copia di vna certaarena, laquale ba!certo luſiro come oro,& di quella ſi ſeruonoi Romanlper»/o delle lettere;& perche nella chieſa non vi fi?Ho de fe non opere de tempi noſtri, ma di gran helleze⸗ A| remo come nella cappella maggiore fatta da Clementev11 al tempo del ſuo Cardinalato fi vede la pirai colofatanola fatta dallo eccellente Raffaello da V* binode". Maj pittore in quella età raro, nellaquale fi rappresenti,pi- L’afcenfione del Saluatore noſtro:& ha efpre/Jo quei©"> dinino ingegno fi vinacemente gli affetti dell auimoi coloro che fi marauigliano,& di altri che t iparticolarmente di vn fancinllo che vi fi vede tr Ti 2,
{i Pietro bonta& religione vno ſanto odore al mondo. Ma ſa-|
sands ſoricanati dalle nimiche ſpoglie a ſacr. Tempiys o drix
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