DELL'ANTICHITÀ DE ROMAto dell’ Anguilara,con l'ordine di quello acquidotto an=tico,che ſi vede ruinato fuori della porta di fan Pãcra-tiv: fu per ordine dì Adriano primo con grandiffima:ſpeſa,& diligentia condottada prima per il Vaticano;I Innocentio per vſo di queſta ſua nuoua fonte la fececondurre in piazza; laquale antona che non ſia molcobuona; nondimeno in quel luogo,& di gran commodi-tà di non manco bellezza.Succeffe Iulio r dopoaltri Pontefici, che non vi fecero operaniuna degna dèmemovia, per non eſſerel architertura in quei tempi introppo gram pregio: ma eſiẽdoſi al tempo di queſto Pon itefice riſuegliata, per opera di Bramante, ilquale, co-me bo detto vn' altra volta, ſi domandò riſuſcitatore di;
effa,& per queſto conto eſſendo dinenato gratoa Iulio;fecondo, ilquals aſpiraua all immortalita, col mezo di 8coſt fatte opere: hebbe la cura dt fars quei due portici,che fi veggono! un ſopral altro andare, con longo corſo ial giardino di Beluedere in Vaticano, hauedo egli con-?gionto con quella maranigliofa'opera il palazzo, con]quel belliſſimo giardinoret ſi dimoſtra ancora ne tẽpi no f
1dfiÙ
ſiri l’importanza di quella fabrica eſſere grandiſſima.Beluede- Ne fenza cagione chiamdò quel luogo Beluedere, non ſo
re. lamẽte perche d'ogni intorno habhi yna diletteuole,&piaceuole veduta dalla parte di fuorizma perche didentro ancora vi fi veggono, per ornamento belliſſime fta=‘| 4tue, che egli vi poſe fra vaghi,& diletteuoli arancizfra èlequali èil bel fimulacro del Nilozritrouato no è gran iil, tempo appreſſo a fan Stefano cognominato di Caccozil- ù1 è quale appoggiandoſt, col ſiniſtro braccio. a vna Sfinge di2= animaledell’Egitto; ha nella mãca mano il corno della| ycopia, conyii fanciulli che li ranno addofJo ſpartitiper