20 Gli UCCIELLÎ.
a’suoi pasti. Costei, pusillanime di sua nautira, e codarda, soleva prima raccomandare lasua laivezza alla fuga •• ma ora , trovandosialla tesa de’ipoi pulcini, fa un cuord’ama?zone, pop bada ad alcun rischio, e salta agli occhi d’ogni più fiero mastino . In breve,tanto è il coraggio, che questo nuovo caratte-re inspira in lei, che non guarderebbe ad af-frontare uri leone »
Non sono ancora moki giorni passasi, eh’ iovidi una chioccia in un’atteggiamento il pisicurioso, che mai dir si possa. Le avea fatteporre nel nidio dell'uova d’anitra, in vece dUova di gallina. Ella se le covò, e sì ne nacque-ro gli anitrini, conforme avea divisato. Cer-ta cosa è, che quegli anitriccoli, avean le sem-bianze diverse da quelle de’siici consueti pul-cini . La chioccja però li credea suoi figliuoli ,e in conseguenza s? li teneva ben cari. Se li ri-coverava sfitto dell’ ali ; li riscaldava; se liConducea sempre appresso, con quel!’ autori-tà , e predominio, che §’ addice a una madre.Gli anifrjni da.ll' asiro latole prestavano quelrispetto , som mi stipo e , e obbedienza, cheal materno carattere si conveniva'. La sorteportò , che s imbatterono per istrada in unrio. Ed ecco quegli anitroccoli buttarsi subitoali’acqua. La madre si trovava in un’agita-zione sì grande , che ite menava smanie. Gligccompagnava colì’occhio lunghesso la riva,gli ammoniva , li sgridava , li richiamava,dimandava aiuto, e andava contando le sue af-flizioni al mondo tutto, Poscia tornava in sul-la sponda del rio, e non poteva saziarsi di ri-chiamarli, tacciandoli tutcayia cfimprudenti,