faiÂLOGo Primo, ti
at S? Ma gli anitrini, giubilando di vedersi nel se-ra i? ho del loro amato elemento le fecero sin d’al-W lora una bella quietanza di tutte le cure ^ cheMi- si era ptefè per loro, esatti già forti noti volie-U i io più saper nulla di lei.
■W| "Prior. Madama, permettetemi j eh’io v’in-ule- terrompâ per lin momento il discorso, e eh' ioi sk- dimandi al signor Cavaliere, in qùale scuolaquegli anitrini avean imparato a conoscere,h’jo che l’acqùa eia il loro elemento* La chiocciapi» sicuramente non avea data loro questa lezione,a® Cav. Echi nol Veder 1 Questa propensioneU peri’ acquâ è inserita naturalmente rtell’ànìcraPk- dal Creatore. Égli è un istinto datole da DìckC cr* Prior. Così è: Una lezione imparata sen-'® za maestro, e contraria a’documentimater-p«i; ni, non pilo essere, che sin istintoproVenien-oli, te da Dio .
il i- Contes. Per mostrare ài Signor Cavaliere
di quanto sia grande rassanrip, che le madri deglisi- Uccelli si prendono pe’parti loro, Bisogna eh'ra> logli racconti una curiosa storiella, dicuiiopici medesima sono stata più, e più volte oculatisi-'ci* lima testimone. Vèdràstî talvolta una pollan-or* ca co’ suoi figliuoli ni d'intorno, laqualeda->« rà ex ahrupto in certi urli lugubri, senza po-lito tersene penetrar la cagione. Al rimbombo di;iti- questi schiamazzi , eccoti tùtti i pulcini in-sili sanarsi fra qualche siepe, o fra P erba, o do-vi, ve che sia, per non esser Veduti: è non tro-va, vdtido verun nascondiglio , sdraiarsi quantonf fon lunghi per terra, e far sembiahte ssessefsul- nìòrti. Staranno in questa tal positura, senzasi- muoversi punto punto, qualche buon quartoti, Sta, e molte volte' ancor più. La madre intanto*
L 5 rimi-