L’ali de-gli uccelli.
La codadegli uc-celli .(a)Wil.lughbiibìd.
<z6 Gli Uccelli.
si strofinan col medesimo becco quasi tutte lepiume , le umettano, le raffazzonano, le li-sciano, e rituran con quella materia viscosatutti gli spazj , di modo che 1’ acqua nonpuò far altro , che rotolare sopra l’uccello,ma non mai insinuarsi nel di lui corpo. Il pol-lame della nostra polleria, che sta ai coperto,non è così dovizioso di queir umore, come gliuccelli, che stanno al sereno. Quindi è, che^una gallina bagnata è uno spettacolo ridicolo-so. I cigni perle contrario, e Foche, e F ani-tre , e le folaghe, con tutti gii uccelli acqua-tici , principiano ad inoliar le lor piume findalla nascita. Gli otricelli, dove quest’ olioconservasi, ne somministrano sempre una do-se proporzionata a’ loro occorrenti bisogni .La lor medesima carne ne contrae il sapore, eognun può vedere, che queste razze d’uccellinon fanno mai altro verso, che lisciarsi le piu-me,
Ma so tanto d’intendimento nella strutturadi queste piume si trova, non minore è Findu-stria, cheti ravvisa nella disposizione dell’ali,e delle code, per porgli uccelli in i staro di vo-lare. L’ali non potevano esser meglio pianta-te di quel, che sono. Formano di qua, e dilà due contrappesi, che sostengono il corpo inbilico, e fanno altresì F officio de’remi, chein trovandola resistenza dei fluido, a cui s’ap-poggiano , spingono il corpo avanti dalia par-te contraria.
La coda dell’ uccello serve a contrappesarela testa ed il collo , e se ne vale ancorai timo-ne, per addrizzare il suo corso, mentr’eglivoga coll’ ale. (a) Ma questo timone non sola-mente