z8 Gli Uccelli.
può non compiagnere la nostra sorte, in vedea-,do, che la più parte di noi e tanto poco infor-mata di ciò, che concerne la nostra medesimareligione ; che non ha veruna contezza dellastoria del genere umano, ( che 6 quanto diredel nostro estere ) e che non sa quali nulla delleoperazioni di Dio ? Quanto a me, mi protestodi non aver trovato , se non gente, che pareacospirata a farmi perdere quel fior di senno,che sorse aveva. Il Signor Conte è stato il pri-mo a farmi questa giustizia, di credere, eh’iosentisti del ragionevole, come gli altri. Da'discorsi, eh 5 egli mi fa, ben si vede, com’eimi reputa donna capace di meditare. E non èforse un beli'onore per me , Tesser riputatadegna di ascoltare delle lezioni intorno a cose,che si presentan tuttora sotto i nostri occhi, esono bisognanti stime al viver nostro ? di saperla ragione, perché un albero sia modellatopiuttosto così, che così f* d’aver contezza de*varj modi, con qui si coltiva la terra ? delleproprietà d'una pianta, che, in passeggian-,do, ci dà tra' piedi ? Da che il Signor Conteha principiato ad assuefarmi a ristettere, e adesercitare il mio spirito, la mia villa mi com-parisce addirittura un paradiso terrestre. Go-do delle bellezze, e delle ricchezze, onde lanatura è ricolma, e che per avanti eran tuttitesori, per me, gettati, mentre non li cono-sceva neppur per nome.
Cont. Le querele , che voi portate controdegli uomini, son più che giuste . Ma non co-sì posso dire delle malvage qualità, di cui ac-cagionate le donne. Io per me ne conosco rnol-srissime, in cui spicca fra I* altre doti l'ingegno
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