Band 
Tomo II.
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Dialogo Secondo. 37

Comes. Noi altre donne però siam esenti daqueste brighe. Par* che il comune degli uo-mini non richieda danni tante speculazioni.Purché apparisca nel nostro lesso un poco divezzo , non cercan daltro .

Prior. Si può dire> che la loro indulgenza,rispetto a questo particolare* sia molto gran-de. Le donne al certo non han motivo di la-mentarsi degli uomini.

Comes. Anzi (con vostra buona pace) ab-biamo mille motivi di dolercene » Cotesta malconcepiam connivenza ci fa un torto irrepa-rabile. Ella ci rende vane, oziose, melense,imprudenti, e volubili. Che pisi? A consi-derare la lor condotta in ordine a noi, si vede ,eh essi studian tutte le vie, per introdurre nelnostro sesso quella piena di vizi, di cui ne ac-cagionano . Ed in fatti, non è ella una massi-ma di lor politica il non parlarci, se non d'inezie? Dal linguaggio, che essi tengono conesso noi, e dal rispetto, con cui ci trattano,si vede bene, che siam tenute appresso di loroin conto di tanti fanciulli, odi tanti idoletti.Ammessi alle nostre conversazioni non intro-ducono altri discorsi , che di mode , o di giuo-co, odi certi cerimoniali, che non montanoun frullo . E' quasi un miracolo , se talunapreserva il suo spirito dalluniversale naufra-gio , e se ritiene un poco di senno ,edi costan-za . Io non annovero fra le nostre maggiori di-sgrazie lessere affatto ignare delle lingue an-tiche; tampoco pretendo, che siamo am-mesle alle speculazioni più alte, o alle scienzepiù astruse, la di cui applicazione ci rendereb-be del tutto inutili ali umana società . Ma chiC 3 può