Dia loco Secondo. 55
Tffi mala pena un si può inerpicare a forza di scale,e d’uncini. Quando i pastori gli hanno alluma-ci ti, fabbrican tostamente delle casupole, per4’io salvarsi dalla gran furia di quegli uccelli feroci,Šcon . che portan la preda a’loro aquilini. Il maschioì,ii si prende il pensiero di nutricarli per io spaziolevi- di soli tre mesi; mala femmina prosegue ad:efelì alimentarli con pari sollecitudine fin che si1, eh', trovino in stato d’uscir suora della sua rana , ee poi procacciarsi il suo vitto. Adora li cacciasi via,iioliil gli.addestrano al volo , e quando li vedonodà in pericolo di cadere , li sostengono , o co-di gli artigli, o coll’ ale . Per tutto quel tem-ifc po, che gli aquilini stanno nel iridio , i lor«■ genitori vanno alla busca per le campagneglifo circonvicine. I nostri cortili, le nostre stal-lo le, ed i nostri pollaj non sono da’loro assaltib sicuri. Capponi, galline , anitre, agnelli ,eli- capretti, porceilini di latte, tutto fa per Io-ni ro. Portan via ciò, che possono, e ne fannolili, la distribuzione a'ior parti. ÌVla il più forte delfa. lor bottino si fa alla foresta. Quivi fan predaliolt di fagiani,di pernici, di starne , di mangiane,b di lepri , ed anche di teneri capriuoli . Orala, non si tosto i pastori vedon, che il padre, eM! la madre sono usciti suora del iridio, cheM drizzano delle scale, e inerpicandosi meglio,ali: che possono, sulla rupe, portan via quel bot-isi!» tino , eh' era destinato per gli aquilini ni-ip diaci, e vi lasciano solamente gli entragni diqualche animale . Ma , siccome non possoneral. essere tanto lesti, che prima di questo fatto,jjlf o i genitori, o la prole non n’ abbian deeima-t0 |{ ta qualche porzione, così que’ pastori non ri-lK i portan la preda mai intera. Questo discapitoja D 4 vien