S<5 Gli Uccelli»
vien però ricompensato colla squisitezza didette carni, le quali son molto più saporite diquelle, che vendonsi in sul mercato. Disse,oltre a ciò , il mentovato noflr’ ospite, chequando l’aquilotto è giunto a segno di corselavia, ( il che non succede, se non che tardi, peressergli tolto quel nutrimento, eh' era sostan-zioso , e lasciatogli un cibo arido, e poco buo-no ) i pastori l’incatenano dentro il oidio, af-finchè i genitori abbian motivo di portarvi lasolita preda, sinché alla fine stufi d’un figliuo-lo , il qual non finisce mai di dare a’medesimidell’ aggravio, e del disturbo, prima il ma-schio, e poi la femmina l’abbandonano. Il pa-dre va a piantarle sue tende in altra parte : lafemmina va a ritrovare il suo fedele compa-gno ; e si 1' amore de' nuovi parti cancella in lo-ro 1’ assetto della prole primiera, la qual simuore di fame nel nidio, dove i pastori non sela portino a casa per compassione.
Questo è quanto ci asseverò il gentiluomosopraccennato, soggiungendo, chetreoquat-, tro di questi nidj eran bastanti a fargli fare ognidì una lautissima tavola per tut^o sanno.Quindi è, che in vece di mormorare contro ilcreatore dell’aquila, e degli avvolto), lo rin-graziava infinitamente , d’ aver fatti nascerquesti animali nel suo vicinato, annoverandofra le annuali sue rendite quanti de’loro nidj sitrovavano nelle sue terre.
Cont. A proposito dell’aquile : non sapete,Signòr Priore, che noi abbiam qui un aquilot-to, che comincia a volar da sé? Parlo del Si-gnor Cavaliere, che stamattina è venuto nelmio studio a scartabellare i miei libri, a far del-le