Band 
Tomo II.
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S<5 Gli Uccelli»

vien però ricompensato colla squisitezza didette carni, le quali son molto più saporite diquelle, che vendonsi in sul mercato. Disse,oltre a ciò , il mentovato noflr ospite, chequando laquilotto è giunto a segno di corselavia, ( il che non succede, se non che tardi, peressergli tolto quel nutrimento, eh' era sostan-zioso , e lasciatogli un cibo arido, e poco buo-no ) i pastori lincatenano dentro il oidio, af-finchè i genitori abbian motivo di portarvi lasolita preda, sinché alla fine stufi dun figliuo-lo , il qual non finisce mai di dare amedesimidell aggravio, e del disturbo, prima il ma-schio, e poi la femmina labbandonano. Il pa-dre va a piantarle sue tende in altra parte : lafemmina va a ritrovare il suo fedele compa-gno ; e si 1' amore de' nuovi parti cancella in lo-ro 1 assetto della prole primiera, la qual simuore di fame nel nidio, dove i pastori non sela portino a casa per compassione.

Questo è quanto ci asseverò il gentiluomosopraccennato, soggiungendo, chetreoquat-, tro di questi nidj eran bastanti a fargli fare ogni una lautissima tavola per tut^o sanno.Quindi è, che in vece di mormorare contro ilcreatore dellaquila, e degli avvolto), lo rin-graziava infinitamente , d aver fatti nascerquesti animali nel suo vicinato, annoverandofra le annuali sue rendite quanti deloro nidj sitrovavano nelle sue terre.

Cont. A proposito dellaquile : non sapete,Signòr Priore, che noi abbiam qui un aquilot-to, che comincia a volar da? Parlo del Si-gnor Cavaliere, che stamattina è venuto nelmio studio a scartabellare i miei libri, a far del-le