84 Gii Animali Terrestri.
biata da un tratto il più semplice, e naturale,che dir si possa. Non v’ è caricatura, non v' ebaldanza, non presunzione. Se ne va pel suoviaggio senza voltarli mai indietro. Non haun passo molto veloce, ma seguito , e durevo-le. Termina tutti i luoi affari senza lusurro;vi serve con perseveranza ; e non la conto del-la sua servitù , ( che è una delle più buone par-ti , che possa avere un servente. ) Per quel, chespetta al di lui mantenimento, non vi portané soggezione, nè spesa. Il primo cardo, chese gli para dinanzi, l’appaga. Non pretendemai nulla ; non si trova mai disgustato , nèmalcontento: tutto ciò, che gli date, vien dalui ricevuto volentieri. S'intende benissimodi quel, eh’ è più gustoso, e migliore,- malicontenta modestamente di ciò , eh’è più insi-pido, ed inferiore. Se’J padrone se ne dimen-tica, o pur lo lega in un sito, ch’eiveda ser-ba, senza potervi arrivare, lo prega con unragghio il più patetico, che mai dirsi possa, asomministrargli il suo bisogno. Ancor io ho davivere ( par, eh’egli dica . ) Questa è la solfa,che gli va cantando; quivi impiega tutto losforzo della sua rettorica. Terminata la sua pe-rorazione , sta pazientemente aspettando,chegli sia portato un pugno.di semola, o unfa-stelluccio di foglie inutili, il qual si mangia incaccia e’nfuria; e poi ripiglia il suo carico, esi rimette in cammino, senza repliche, e sen-za rimbrotti di sorta alcuna. Queste a dir veroson tutte parti molto lodevoli. Vediamo orail suo impiego.
li ministero dell’asino partecipa della viltàdelie persone, che il mettono in opera. là
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