Dialogo Terzo. 85
^ Î 1 basso credito, in cui vien tanto il somière }°iì ! quanto il padron del somiere, non ha puntof® di fondamento. L’impiego del giudice, del1 ' fattore , e dell' appaltatore j è in apparenza® ! di più rilievo , che non è quello del conta-à dino j Le ricche vestimenta , onde costoroâà vanno abbigliati, li qualificano : laddove la“P sordidezza dell'abito, e il misero stato dell’1 ! 'i 5 agricoltore avvilisce il di lui mestiere. Ma,J'f® se ti vuole senz’ animolità giudicare, il fatto“i® sta tutto ali’ppposto. Il mestiere del contadi-rati no è più nobile di qualunque altro j edèl’uni-1B > : co, che possa dirti necessario. A che serve,® che l’appaltacore se ne vada coperto d'oro dacapo a pie? Il suo ufficio non ci porta verun: i t: vantaggio. Quantoalgiudice t e ali’avvoca*i *® 1 to, difficilmente ne possiamo far senza : ma leefc nostre sciocchezze ce li rendono necessari, Seà l'uomo aveste più giudizio, non ve ne sarebbeat« bisogno. AH’ incontro gii agricoltori, e glifâ artistici sono sì bisognevoli j chef uman gene-ri re non se ne può, nè in alcun modo, nò in al-iati cun tempo, nè avermi patto dispensare. Que-® sta gente è quasi il nervo della repubblica , ed illifij sostegno del viver nostro . Esti ci forniscon tut-torà di qualche nostro bisogno J materiali dellenostre case , i nostri arnesi, il nostro vieto, e ve-ntf stiro, proviene generalmente da loro. Ed oh!* come male intrigati ti troverebbono i vignaiuo-li, gli ortolani, i muratori, e la più parte de’lini campagnuoli, cioè a dire due terzi del genereiaiS 1 umano,se fosser costretti a servirsi d’alcri uomi-ni,o di cavalli,per trasportare le loro merci, e Iillii materiali, di cui si servono ! Datino supplisce aA ' tutto. Egli è, che porta le frutta, gli erbaggi,
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