toó I P e /S e I.
Luglio passato. Ogni nuova stagione ci portanuove delizie , senza privarci delle ordinarie,consistenti in lamprede, in aguglie, in bar-(a)lton-bj, in triglie, in tonni , in orate, ( a ) innie l’o- merluzzi, in sogliole, in razze, ed in altrirate son meniti, che forniscon le tavole, ed appaga-comuni 11 n0 ^usto di chicchesia in ogni tempo. Ohnel mar Dio / Quanta dilicatjezza, e quanta doviziamedìter- si trova mai nel seno di questo ricco elemento.'raneo , Ma che ? Questa tanta dilicatezza torrà perche al- avventura ogni speranza di provvedersene aî5°,Y e ’ chi è povero di facoltà ; e questa tanta abbon-deaqua- d anza l ara cagione, che, le non tutti , al*tiilib. men la più parte vadano a male, prima dipo*cerii consumare . Nulla meno . Un poco disale rimedia ali' uno e ali’ altro disordine.Vedo là i nostri pescatori tutti applicati adimbottare le loro aringhe salate , perispedir-le ne’più remoti paesi . Vedo altresì spuntarda alto mare una fucinata di grossi vascelli,che ci portan da Terranova ( che vale a di-re da mille leghe lontan di quà) un diluviodi grossissimi baccalà , assicurati collo stessopreservativo. Ed ecco, che il mare non con-tento di compartirci le sue ricchezze, ci do-na da vantaggio anche il sale , la cui virtù cene facilità la comunicazione, e ce ne assicu-ra il trasporto. Perqueslo mezzo anche il po-vero, benché distante dalla marina, parteci-pa delle sue grazie, e ne partecipa con pocaspesa. Ah ! eh' io non trovo espressioni, chevagliano a dichiarare la mia maraviglia, egt*incerai sentimenti della mia gratitudine. Inquesta liberalità del mare ravviso una nuovafinezza, per cui la trovo vie più pregi a bile in
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