Diaiogo 'Quarto. 107
!t jfì sè medesima, e più benefica verso di noi. spe-din sci, la di cui carne è più sana, e più conface-li’ vole al nostro stomaco, fono fecondi ali’ecces-i(f so: e quelli, che son men sani, oche nons'à attagliano al nostro temperamento, ocheme-tif diantelalor mostruosa natura, metton timo-®]»i re a’ primieri, son quasi tutti vivipari, eh’èMin quanto dire mettono al mondo i lor parti beglià e formati, e non ne infantano più d’uno, oitti dì due alla volta. Tali son le balene, ideisi-M ni, i porci , ed i vitelli marini . Ma quella«ni stessa sapienza, che ha regolata con tanto sen-nini, no la loro fecondità , tien lontani da’nostri li-mi di tutti que* pesci, di cui possiamo comoda-Liipic mente far senza, e conduce nelle nostre reti,
IM ( per non dire nelle nostre mani ) quei, che ciiffla: fan di bisogno .
, jais Le balene, le foche, e tutti i pesci mostruo-si fi, il cui aspetto spaventerebbe , e porrebbeMin scompiglio quegli altri, onde noi cinutria-heait; mo, fi buttano in altomare, per paura di non) mi arrenar sulle spiagge , dove la bassezza dell’jà acque non sarebbe valevole a sostenere lo sini-1M «; furato lor corpo. Una mano invisibile li sospi-rai,; gne verso le parti disabitate da gli altri, elitic provvede d’un pascolo, fin ora ignoto, colà■etimi nel mar gelato del Nord, o ne’golfi confinan-ti ridile spiagge della Terra-verde *inviandolia * LaW,quella volta per ristoro di que’meschini, cuip tu: non ha cuor di lasciare in un totale abbando-ni, no. Essi ci cibano delle lor carni; bevono illor grasso distratto; eli servono delle lor ossa,sedeste lor pelli per fabbricare, e rabberciare) 9 i .le peschereccie lor barche.
««I Ma le altre spezie di pesci vengono tutte a° ! schie-