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schierarsi in sulle spiagge de’nostri mari. Ahcune tornano ogni anno a farvi la caravâna .Si sa il tempo del lor passaggio j si sàia strada,cui tengono, e si sa ancor prevalersi della no-Pesci di «ria. Dal passaggio delle aringhe > e de’ bac-passaggio.calà si può formar giudizio delle caravane ditutti gli altri. La capitale della nazion dell’aringhe può dirsi, che sia in quel seno di ma-re, eh’è situato fra la punta di Scozia, fra laNorvegia, eia Danimarca. Di là si fa ognianno un distaccamento di colonie Danesi, lequali imboccando in varie riprese nel canaidella Manica, dopo aver rasentata l’Ollandâ,e la Fiandra, vengono a calare nellaHeù-ftria, Queste però non son masnade di corsa-ri , che vadan bordeggiando ora quà, e oralà a capriccio. La loro marcia s’imprendeogni anno con Un ordine regoladsisimo. Iltempo della partenza è già fisso, e cade appun-to tra ì mese di Giugno * ed’Agosto. La stra-da, che han da tenere, è prescritta, e la re-gola della Jor marcia è prefissa. Non v’è pri-vilegiati, non fuggitivi, non desertori. Pro-seguono tutte d’accordo il loro viaggio fin altermine destinato. Il popolo è numeroso, edil cammino è ben lungo. Ma passato, che siail grosso dell’armata, è finito tutto: non sene vede più una sin ali’anno seguente. V'èchi ha cercato di rinvenir la cagione, per cui1’aringhe si compiacciano di viaggiare, ed ilmotivo di questa loro politica. I nostri pesca-tori, e quelli pure d’Ollanda, hanno osserva-to, che lungo il canai della Manica allignaun’infinità di vermetti, e di piccoli pescioli-ni, di cui le aringhe son molto ghiotte .
(a) Que-
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