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proprie uova ; e quando i maschi son già vena-li a collocarvi i lor larti per secondarle, scap-pa suora dall’ imboscata , e s’avventa a quel bi-licato alimento , che dà alla medesima unagramezza , ed un saper prelibato. Le soglio*lette novelle servon pur esse di cibo a' granci-porri : e siccome le medesime non cessano maidi rimuginare la ghiaia, per cercare dell' uovadi pesci, così non v’ ha, nè granchio, nè gam-bero, a cui non servan di pascolo ; nèsen’aprequasi nessuno, che non gli si trovi in corpouna piccola soglioletta, se non due. Dubitoparimente non le squille, che si trovano beli’«.vive dentro le orecchie delle telline, opi-docchi di mare, accorgendosi della propria im-becillità , proccurinodi salvarsi là dentro daldente degli altri pesci voraci.
Del resto tutti quanti ( da! più grosso sino alpiù piccolo ) stanno sempre in azione, ed inguerra. Non vi si vede altro, che trappole,che fughe, che agguati, che assalti. Si depre-dano fra di loro, si divorano l’un coll’altro,senza vergogna, e senza ritegno. In una pa-rola , i pesci san come gli uomini ; nè so perchénon vi sia stato a quest’ ora chi abbia tentateti’attribuire anche a loro 1' uso della ragione.Ma ora mi viene un pensiero di più im-portanza . Se i pesci stan sempre alla posti,per divorarsi scambievolmente 1' uova, edi latti , e per mangiarsi 1’ uno coll’ altro,non andrà guari, che l’elemento dell’acquaresterà senza pesci : anzi dovrebbe esserne ri-mase spopolato già da gran tempo. I pesci pic-coli , venendo di mano in mano mangiatida’ grossi , avrebbon dovuto venir a fine,
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