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Tomo II.
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EHàlooo Secóndo. Ili

S'ìî ®di gròssi, non trovando di che cibarsi, mo*i' rissi tutti di fame. Ma oh quanto son frivolell P le censure , che luomo osa fare su le operazio-ni ni di Dio/ Egli ha preveduto, e rimediato aUn così fatto disordineprima col prestare a°i| gli uni la forza, e agli altri la destrezza, e 1*à astuzia; e poi col mtriplicarli tutti in unaftf: maniera portentosa, (a) che la loro fecondi-ci? supera 1ardor naturale di divorarsi; e cosirii la quantità, che se ne consuma , è sempre mi-nin nore di quella, che fi rinnuova per uso poltro.ie. Ci Per quanto grande sia il numero dei baccalà,ro« che son consumati in quel! anno da gli uo-llìii. mini, odivorati in mare dagli altri pesci, tut-picfi tavia ve ne resta più del bisogno, per aver-li», ne altrettanti un altranno, e gli altri appres-so. Leeone la riprova . Allorché mi portai«rèi a vedere il porto di Dieppe , mi fu presen-ioot,; tato un bellissimo baccalà beli'e vivo, maretBjt molto più piccolo di quelli, che ci vengonoi.Sii di 1erranuova. Mi venne curiosità di con-icolfi tare quante uova tenesse in corpo * Ne pe-i.Im fai una dramma, e ci miscmointre personeirip ad annoverare la quantità , che conteneva-jiB si in questa dramma » (£) Poscia unimmolir-j; insieme i tre calcoli , e si fermò la somma,dipi a cui ascendevano . Successivamente si pesòolii tutta la massa dell' uova , la quale pesavafui ottoncie. Moltiplicammo adunque la pri-j; ma somma per otto ( poiché otto drammefanno il valore dunoncia ) e dalladdizione!x â di tutte queste somme si fece il computo, che[ Pj la massa dell' uova sommate ascendeva a no-B g ve milioni, e trecento quaranta quattro mila.0 j rj[ Comes. Signor Priore , nonmislaròadicer-

vel-

La' por-tentosafecon-dità depesci.(a) Vi-chiaraz.dell op.deseigiorni .

(b)' Le-euwen-hoekEp. Ib.io.