Dialogo Quarto. 123
z«r vien ricercata con grande ansietà perla scorza,f la qual riducesi in pasta, e si modella come si|ii vuole, con intenerirla coll’acqua calda, e ger-ii», tarla dentro una forma, dove prende in un at-!!,; timo quella siesta figura, che v’è improntata,
:,i, purché si calchi con un buon torchio .li ferro.
Poscia si ripulisce S es’adornadi varj rabeschi,il,: o d’oro, o d argento , o di qualche intaglioVe' galante.
fili Cav. Prima di lasciar le testuggini, eigam-ttii beri, vorrei sapere, come questi ammali sac-èlli ciano a vivere. S’e’ nuotano così poco, la lo-ft li ro preda dovrà agevolmente involarti alle lorotjil tracce.
di! Coni. Il gambero si di fiume, come di ma*- Nutriiipili re , è armato di due forti tanaglie, onde affer- mentoun rare le groffe prede, che per loro disavventu- à'MM-tu ra gli capitano dinanzi . Vanno parimente.a ° eri *i: cercare fra la belletta , e la ghiaia di quei ver-ilti- micciuoli, che vi stanno comunemente rico-! verati. Li tiran fuori, per mezzo delie pre-ti). dette tanaglie, del lor ripostiglio, e trovanoip il loro pasto beli’ e ammannito . (a) Quanto (a)Istor.a ( alle tartarughe ; si pascono d’erba, sì nell’de’Fli-j|[ acqua , come in terra. La loro stanza ordì- bustieri.1 naria è in certe praterie situate nel fondo delmare, lungo diverse Isole dell’ America : lequali apprestano loro il mangiare . Dopo es-sersi ben sfamate vanno a imboccare nellejiit foci de’fiumi, per ivi prendere un po'di re-spiro, e poi ritornano a fondo . Quand’ ellenon mangiano, soglion tenere la testa solle-Af vara fuor deli’ acqua , purché non vedanobrulicare qualche cacciatore, ouccel di rapi-na , nel qual caso si buttano immantanente giù
afon-
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