IÓ4 I- L Piante,
certi sali determinati ; e il vaso proprio nonIl ramo lascerà passare , fuorché i bitumi omogenei allalvarico naturale suo olio . lutti gii altri sughi trove-incalma- xznno le porte chiuse, e pigleranno altra stra-na ramo da • ^ er questa stessa ragione viene a raffinarsidomesti- il succhio d’un piatoncello salvatico, allorch’coingen-é giunto ali’imboccatura d’un ramo domesti-tilisce. co, che vi sia stato incalmato. Quelsucchiotrova de’ cribri, o bocche di canali tanto stret-ti , che non vi può insinuar le sue fecce, masolamente introdurvi il suo umore più dilica-to . Similmente , trovando suJl’ introito delvaso proprio alcune gocce d'un cert’olio parti-colare; ciò, eh’ei contien omogeneo alla dili-catezza dì quel bitume, vi è bene accolto, edil resto trovandosi respinto, prende altra stra-da, e va a scaricarsi dentro le rame, che fi com-piacciono di riceverlo. Ed ecco la ragione, percui una medesima pianta produce talora de'frutti di diversa natura, e sapore . Noi nonveggiamo quesl’artifizio, che per barlume :ma ci accorgiamo benissimo, che realmenteegli v’ è.
Cav. Resto trasecolato , a veder quantosemplici, e quanto fecondi sono ad un’ ora que*mezzi, di cui Dio si serve nelf operare.
Trior. Parmi d’aver in parte, se non in tutto,spiegato , come le piante di differente naturapossan trovare, (senza affaticarsi, e senza muo-versi ) in uno stesso terreno , i succhi ed umori,che al loro stato abbisognano. Vediamo orafeci riesce di rinvenire il metodo della loro circo-lazione, e d’arrivare a sapere,se il succhio mon-ti dalle radici alle rame, e poi ritorni dalle ra-me nelle radici, o s'ei tenga altra strada.
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