Influssodell’arianellepiante.
172 Le Piante*
render ragione di questo fatto* Se poi egli mom jînfltasse dalla terra su per la scorza, come Topi* ‘malnion pisi comune, in che maniera potrebbe ^egli aver contratto quei sapore aromatico 0 vi- -otti)noso, che vi si sente? Più probabile certa- '!»mente si è dire, che questo succhio salga per litile vene del legno sino alle foglie; che quivi lìfeltri, e si perfezioni, mescolandosi coll’umo- pir-te del vaso proprio del palmizio •• echefinal- jtscesemente quella porzione, che ringurgitadalle Ilifoglie, ed entra nella scorza, congiungendo- kitsi , e incorporandosi con quel, che scendevi pfedalle rame, produca un liquore copioso , e iraipartecipante del sapore del vino . In capo a jiiagqualche giorno svaporati i sughi volatili, e laselidolci, che correggevano in quel liquore^’acri- siimonià de’sali, e l’amarezza del bitume feccia- kitso, gì’ Indiani non vi trovano, fuorché un li- «>quor grolîòlano co’suoi sali disciolti , che è riiquello, eh essi chiamano aceto. feti
In ordine poi all’origine della circolazione, teliche voi attribuite, parte al caldo, e parte ali’ Queimpulso dell’aria, le prove ci si presentano a i alballe. Le piante son si soggette all’influsso dell’ averaria, che seguono fedelmente tutte le di lei va* lospinazioni, o vicende. A privarle deU’aria,pe- sii,riscono: avendone poca, languiscono ; costi- Itipandosi l’aria, ammortiscono rarefacendo- «:si, e assottigliandosi , si ravvivano. lan
Feci una volta intorno a ciò,che voi dite, un’ udiiesperienza sì vantaggiosa per voi, che vi farei itatun gran torto anoncomunicarvela. Seminai lilidel seme di lattuga in una ajuola esposta ali’ Suriaria, enei medesimo tempo ne’seminai in un’ funealtra, la qual coprii colla macchina detta del Gap
Boy-