Dialogo Qoìnto.
parte de’ sémi restano inutili, e non ne porta-no, che pochi fiori. Questa medetìma disgra-zia accade ancora ne’fiori della vite, e del tor-mento , e in quelli pure degli arbori, e deglierbaggi. Se poi la stagione è benigna, e le pol-veri son ben mature , sene infirma una piccolaparticella nel pertugio di ciascun seme, e il fe-conda ; e sì Tannata è fertilissima . Gli altri gra-nelli di questa polvere, che sono innumerabili,non lì disperdono mica. Le pecchie forman coneffi la lorocera,e moltissimi insetti se ne nutri-scono; ose ne approfittano per qualche altrolor fine, che noi sappiamo . Per meglio dare adintendere tutte quelle faccende al Signor Ca-valiere,bisognerebbe, che fossimo a primavera*
Vedrebbe, per modo d’esempio, nel tuli-pano, le di cui soglie nello sbocciare Raddi-rizzano verso il Cielo, che le filaceiche sor-passano! altezza del piuolo, affinchèigrand-inii delle lor cime lo possano spolverizzare,lasciando cadere abbasso, o trasportare da’ven-t! solamente le polveri minute.
Vedrebbe alTincontro nel fiore imperiale,ledi cui soglie sono arrovesciate , e così pure nelgiglio, e nel caprifoglio, ì di cui fiori fon fatti avoluta, che il piuolo è sempre più lungo dellefilaceiche, perché altramente le polveri, chestanno in cima, caderebbono tutte per terra,nèii seme che sia racchiuso dentro il piuolo, a-vrebbe campo d’approfittarsene : laddove es-sendo egli più lungo delle filaceiche, e stando apendìo , riceve benissimo tutte quelle, che neicadere , «'imbattono a urtare nella sua ha se,do-ve esse operano più agevolmente ; nè ad altrofine ha la natura prestato a i detti fiori una sìfatta--disposizione. M 4 Cav.
Il tuli-pano.
L’împe.naie .
I! giallo.Il capri-foglio:.