Dialogo Quinto. 1S5
• fei verizzo, e per tal mezzo il frutto , che in lui
tb Ita racchiuso, li feconda.
Vi sono poi certe piante , che producono iJiîli( frutti, senza buttarci fiori. Tal è il fico, nel*®. cui frutto sono inserite , insieme, co’granel-li®; lini, lefilâcciche, e il polverizzo; ed il rut-ili'» to sta inviluppato dentro a una medesima fa-Opi scia.
«!,:■ Vedonsi pure dell’ altre piante, corredate di]i£ due sorte di fiori staccati 1’ un dalì’altro , e de-i k rivanti dal medesimo stelo, come il cocomero,à ed il popone. Gli ortolani chiamano fior verosiili quel, che racchiude la frutta, e danno il nd-i(ji me di falsoaquell’altro, nel cui centro staliah;! sacchetto , o batton delle polveri , che scappanitili suora per certe aperture molto visibili. Quin*sdire di è, che sovente spoglian la pianta di tuttini,!; que’fiori, cui danno il nome di falsi, e sì leione,! apportano un gran ristoro ( quando però ilois frutto è già assicurato, e compiuto di farsi)mentre le risparmiano tutto quel sugo, che iMi detti fiori le avrebbon tolto. Sarebbe però mol-atili; to male a strappargliele a principio; imper-ciocché priverebbono i fiori fruttiferi di quelleonta polveri , per cui si fecondano , né produrreb-à bono verun frutto. In provadi che abbiamojflut avuto in casa nostra un ortolano, che, a forzam di resecare a principio a un per uno i falsi fiori,,'ufc ridusse finalmente il nostro cocomeraio à non, portarci alcun frutto -
^ . Il soprammentovato gentiluomo, per la cui
nlnjn» bocca ora parlo , mi fece toccar con mano tut-!*(• te queste particolarità, e mi mostrò, che mol-j lS te piante, a somiglianza de’cocomeri produ-,0 cevan dal medesimo stelo due sorte di fiori,
' dan-
Il fico.
Il coco-mero .
Il popo-ne .