Di aio go Qui nto. 187
son seccati, e fi son colti separatamente daglialtri, per non islare in ozio, in rantochè fi sta-gli!' va aspettando la raccolta degli steli fruttiferi,Cav. Madama,son convertito.à Contes. Ditemi adesso la vostra opinione . Aqual delle due piante credete, che fi convengaî »s il nome di maschio ? e quale all ! incontro chia-?*£ usereste la femmina?
Cav. lo per me chiamerei canape maschio1 Su quel, che porta i fiori ; e che al presente è moi-M to più corto dell’ altro ; ed é il primo a seccar-si k: fi: e darei il nome di femmina al canape, che.ti: porta i semi. Mi pare almeno, che dovrebb*esser così.
ji,i Contes. La cosa veramente andrebbe pefuoiQacâ piedi, e li chiamereste col loro vero nome .
Ciononostante, è piaciuto alla più parte de’ifflìî campagnuoli di chiamare canape femminail primo stelo, che porta i fiori, e che sisecca più presto ; e di nomare canape ma-eggiî schio il secondo, che porta il seme. L’ lim-ite, :■ ca lor ragione lì è , perché il filo, che si ri-di i cava da’primi steli è più gentile, e quello,â che provien da’secondi, è molto più forte,>jè Se mai vi trovaste a parlare con esso loro ,f,Si converrebbe su questo proposito adattarsi aljj’t! loro linguaggio ; altramente intenderebbon(dì,; tutto supposto di quel, che voi dite. Al fi-iieis losofo però ( Signor Cavaliere, parlo di voi )
: jj; è sempre permeilo il pensare diversamente■'s«. dal volgo,
.(jj'šr Cav. O vedete, che bel filosofo son io !
Non so né meno, qual uso si faccia di que-gli sta pianta. Non vi ravviso una menoma a-à" «alogia con quel canape, che ho veduto fi-
‘i à.