Diaioco Sesto. 215dell’antica idolatria . I primi pomini ,che re-golarono dopo il diluvio, ti serviron d’un mez-zo comodissimo, ed esposto agli occhi del mon-do tutto, con assestare le varie parti del me-desimo anno, alle faccende di ciascheduna sta-gione. Preser di mira le facce della luna.- esiccome ricorrevano sempre a questo pianetaper fissare il tempo delle loro faccende, cosls’introdusse a poco a poco questa falsa opinione,che la luna influisse nelle loro operazioni .
Quindi attribuendo alla medesima nuove vir-tù, a misura, ch’ella s’ andava avanzandoverso la quintadecima, la gente cominciò apersuadersi, che le semenze gettate sopra laterra a luna crescente, ed a luna piena, acqui-stassero maggior vigore ; e quelle alsincontro,che fi seminavano a luna scema, venissero menrigogliose, partecipando fune eTaltre dellapretesa robustezza, o fiacchezza dellamede-fima luna. £ siccome verso il pieno della lunafu più volte osservato, che i granchi, el’ostri-che son ben grasse, e ben nutrite, cosi si sup- , .pose , che la luna piena contribuisse alla loro ^ lia ngrassezza. - onde poi è nato un proverbio («) corre uno una regola, che la sperienza ha mille volte prover-smentta: ma sempre invano. bioaffat-
Similmente , perché alcune volte è ac- to c ? n 'caduto , che nello scemar della luna si g
sian levati de’venti noce voli , tanto è ha- scri y £ pstato per torre alla luna scema tutto il suo autore :credito : sicché ancora oggidì le s’ha pochis- dicendo-fima fede. si comu '
Cont. Ma che direte voi delle stelle ? ^r^menre,qual motivo fu loro attribuita tanta virtù, j a e rf r / ae tanta influenza sopra di noi, sicché ezian - j u „ a c .j>O 4 dio granchi?