2,34 Risposta del Signor.
Lo studio, e la contemplazione del vero sondue cose in questa vita necessarissime. V’handa essere delle guide, le quali si prendan labriga di riconoscer le strade, e di metter de’segni, e'de’limiti a’passi difficili, o inaccessi-bili , affinchè le loro scoperte servan di regolaa chi vien dietro. Tal è il servigio, che ad al-trui prestano le persone scienziate, alla cui di-rezione, e disciplina ci riportiamo noi altri ,per istruirci. Ma quegli studj, che non ci re-cano verun utile , e quelle speculazioni, chenon servono, nè a perfezionare l’animo no-stro, nè a regolare i nostri costumi, nèa gio-vare al nostro prossimo , son fatiche gettateal vento , e perdimenti di quel tempo pre-zioso , che impiegar si dovrebbe nelle curegiovevoli, e necessarie . L’ altissimo Iddio,che il tutto opera con retto consiglio , ci harisparmiate queste vituperevoli distrazioni ,con limitare la nostra capacità: poiché, do-ve egli ci avesse dati più lumi , ci saremmovie più applicati a contemplare , che adoperare . Nè vi sarebbe uomo al mondo ,che si degnasse di brancolare su per la .ter-ra , s’egli avesse ali da potersi sollevare so-pra le sfere.
Per farvi meglio capire una sì fatta verità,mi servirò d’un esempio sensibile. Fermiamo-ci di grazia a contemplare un villano. Il suopersonale, considerato per un certo verso, eparagonato a gli altri uomini , vi fa com-passione . Il suo naturale è rozzo, ed incol-te : la sua vita è laboriosa , e stentata : ladolcezza de’ piaceri non ha per lui alcunsenso ; il lustro della gloria , dell' oro , e