intrecciano dispute e ragionamenti ; nè deeperò V mrecciamento di questi nel dialogo es-ser meri »> erisimile, nè meno maraviglioso cheV intrecGÌan<ento di quelle nella commedia. Deedunque nel dialogo parere che quei ragiona-menti che vi si raccontano , siero veramentestali fatti, et ili quel modo; onde bisogna chepajano di tanto in tanto nascere a caso, per-chè così per lo piu soglion nascere nelle co-muni compagnie ; e che sieno accomodati allacondizione et al genere delle persone che ra-gionano, così che vi si vegga anche il costu-me; nè debbono sfuggirsi le digressioni vaghee dilettevoli, cercando in ogni parte la varietàe la copia. E sopra tutto vuol essere il dia-logo maraviglioso, così che anche in questoniente ceda alla commedia ; il che s’ottieneper le dimande, e molto più per le risposteinaspettate ;, e facendo uscir talvolta il discorsodonde meri si credea che uscir dovesse, e ri-cominciar la quistione dove ferrea finita; etorcendo anche spesso gli argomenti per modo,che ii escano le conseguenze improvvise e con-trarie a quelle che si aspettavano. A tutto ciòsi aggiunge, che ricercasi al dialogo un dirdomestico e familiare quasi come alla comme-dia , con una perpetua giocondità, sparsa divarie facezie , e quelle non già frivole e pue-rili, ma quai si convengono ad uomo d* alloingegno e di gi’ande animo, e molto meno vilie plebee; che, tali essendo, anche alle com-medie ben fatte si disdicono. Nella qual arte,come in ogni cosa, furono veramente eccel-lentissimi Cicerone tra i Latini, e tra i nostri
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