Band 
Volume II.
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non posson già usare qualunque voce o formalor piaccia, ma debbono, se voglion pur scri-vere leggiadramente , raccoglier le più belle ele più proprie di tutte le lingue dell Italia ;con che si addossano non giaci minor peso,che se volessero scrivere fiorentino. Ma alcunidiranno , questa fatica esser soverchia ; per-ciocché i retori insegnano potere introdursivocaboli forestieri e nuovi, e doversi arricchirla lingua ; per la qual cosa non hanno poiessi difficoltà veruna di dir tutto quello chehanno udito in qualsivoglia luogo o compagnia,senza giudizio e senza scelta mima. Nel chesi ingannano grandemente. Perciocché V intro-durre nuove voci non è, pub esser operad J un uomo solo, manco dalcuni pochi,ricercandovisi la consuetudine , che si formada molti e in lungo tempo ; conciosiacosachèun vocabolo allora solo può dirsi introdottoin una lingua, quando le orecchie delle per-sone che gustano quella tal lingua, hannocominciato a riceverlo volentieri e con piacere;il che non può farsi se non per un lungo uso.E se così non fosse, potrebbe ognuno, usandoqualsisia vocabolo una volta soia , pretendereche egli fosse divenuto della lingua, e addurper ragione che la lingua non dee rifiutare levoci nuove, anzi dee arricchirsene ; ma contutto questo però il vocabolo si rimarrà fore-stiero e barbaro, fino a tanto che la consue-tudine lo approvi. io avrò mai per vociitaliane immiarsi, incinquai' 6 , come chele abbia dette una volta il divino Dante , nonpotendomi capir nell J animo che debbano aversi