28 DELLA FORZA DE’CORPI
disputandosi per 1’ una e per l’altra partecon somma piacevolezza; alle quali dava perlo più incitamento la signora Principessa ,ora interrogando et ora rispondendo ; e que-sto faceva ella sempre con sommo giudizioet accorgimento, avendo rispetto alle persone,e con poche parole ; perciocché ella amavameglio di udire che di essere udita : nellaqual cosa sola noi le eravamo tutti contrarj;perciocché non era alcun di noi che non sifosse volentieri taciuto per udir lei ; ma fa-cendo del suo piacere il nostro, seguivamogli argomenti da lei proposti, sopra de’qualiognuno diceva il parer suo, e tutti, fuorime solo , con somma eloquenza e sommagrazia ; così che mi pareva esser beato , es-sendo in quella dolce e cara compagnia ; etora che la fortuna me ne ha di tanto spazioallontanato, non mi par di vivere, se nonquanto vi torno con la memoria. E questo èstato quello che principalmente mi ha mossoa scrivere questi ragionamenti , perchè scri-vendogli mi è paruto in certo modo di ri-tornare tra quei valorosi uomini, et esseretuttavia con loro ; et anche ho voluto, quantoper me si potesse, esser con essi congiuntonella memoria di quelli che leggeranno que-sta mia operetta, se alcuno la leggerà. Sap-piate dunque, che avendo il Re diliberatoun giorno di andare a Baj'a insieme con laReina per godere l’amenità di quei delizio-sissimi luoghi, la signora Principessa proposedi voler essere il dì davanti verso la sera aPozzuolo, per ritrovarsi poi il giorno appresso