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con la Reina ; e doveva in quel camminoaccompagnarla il signor D. Francesco Serao .Il che essendosi per molti inteso, avvisammoil signor Marchese di Campo Hermoso ed io,senza farne motto, di portarci la mattina ve-gnente di booissima ora a Pozzuolo, e quiviaspettarla ; dove pure proposero di venireverso l’ora del mezzo giorno il signor D.Niccola di Martino e il signor Conte dellaCueva. La mattina dunque cominciando ap-pena a- rosseggiare il cielo per la sorgenteaurora , il signor Marchese di Campo Her-moso ed io li 7 andammo a Pozzuolo, dovecon gran festa ricevuti fummo dal Governa-tor di quel luogo, uomo de 7 più gentili che ioabbia veduto mai ; il qual condottici in suacasa ci fece vedere molte elegantissime pit-ture , et una gran quantità di bellissimi libriche egli avea raunati, di ogni genere e scel-tissimi. Dimorati quivi alquanto, et avvisandoche il Governatore dovesse aver sue faccen-de , presa licenza, uscimmo fùori a passeggiarcosì pian piano lungo la marina ; dove pas-sando col ragionamento d’una in altra cosa,che vi par, disse il signor Marchese, di que-sti luoghi ? non vi par egli che questi colliamenissimi e pieni di bellissimi boschetti, ri-guardanti sopra il mare, sieno la più bellacosa del mondo ? A me pur così pajono, ri-sposi io allora; tuttavolta io veggo altro chepiù ancora mi piace, e che voi forse nonvedete. Questo che è ? disse il signor Mar-chese ; et io risposi: la memoria di quegliantichi sapientissimi lìlosofi che abitarono un