34 DELLA FORZA DE* CORPI
Nè dico io ciò per distogliervi da queste sup-putazioni ; elle è ben fatto il farle ; ma per-chè quelle supputazioni non distolgano voidalla quistione. Se questo è che voi dite,disse allora il signor Marchese, e se l’andardietro a tutti quei lunghi calcoli non è cosìnecessario , perchè non potremmo noi qui oraentrare nella quistione, spiegandomi voi checosa sia quella che chiamano forza viva de’ cor-pi , e dichiarandomi l’opinion vostra ? Noisiamo in luogo in cui ci è lecito di essereoziosi quanto vogliamo, senza temere che al-cuno ci distorni; e voi già la ricordanza diPitagora invita a filosofare ; il che non potetefar meglio che in questa quistione, se ella ècosì nobile, come voi dite. Allo stesso ragio-namento, risposi io allora, mi ha incitato piùvolte la signora Principessa ; con la quale peròio non ho mai voluto entrare in tal materia,temendo sempre di non potere soddisfare adaltri in un argomento in cui posso appenasoddisfare a me medesimo. E tal ragione va-lendomi pur anche ora , parali di aver fattoabbastanza, avendovi eccitato a veder pervoi stesso la quistione; nè altro abbisognaall’ingegno vostro. Io non credeva, disse al-lora il signor Marchese, che avendomi voi invi-tato ad una sì celebre controversia, foste poicosì duro che non voleste mostrarmene al-men l’ingresso, aprendomi, se non altro, ladiffinizion della cosa di cui si disputa ; chequesto è, per così dire, invitarmi in casa, etener tuttavia l’uscio chiuso. Che diremo noi,risposi io allora, alla signora Principessa, che