38 ftF.T.T.A FORZA De’CORPI
più. Il die è chiaro; poiché se fosse alcunàparte dell’effetto a cui l’azion della causa nonpervenisse , quella parte non sarebbe effetto ,almeno di una tal causa. Che se fazion dellacausa si estendesse più là dell’ effetto, sarebbeuna parte dell’azione la quale non produrrebbenulla , ciò che è impossibile ; poiché tendendol’azione di natura sua a produr l’effetto, deepure necessariamente produrlo, salvo se eglinon fosse da altra causa per qualche altraazione impedito; il che ora non supponghia-mo. Voi vedete dunque come l’azione è sem-pre eguale all’ effetto ; e però dicesi che adesso è sempre eguale ancor la cagione ; per-ciocché in questa altro non si considera orase non l’azione. E se voi nel dipintore altronon considererete se non 1’ azion del dipin-gere, voi troverete questa egualissima allapittura che egli fa ; e dosi in tutte le altrecause, le quali talvolta paion maggiori deiloro effetti, perchè noi non consideriamo in lorosolamente V azione con cui gli producono,ma qualche altra cosa di più. Così dunque,disse allora il signor Marchese, se per forzaviva non altro intendiamo che una potenza ,o virtù, la qual produce il movimento, nonconoscendosi in essa nè considerandosi senon l’azion del produrre, dovrà essa dirsieguale al movimento, e per conseguente pro-porzionale alla velocità moltiplicata per lamassa. Il perchè sarebbe da desiderarsi gran-demente che per forza viva non altro dovesseintendersi che una tal virtù ; perchè così laquistione sarebbe sciolta di presente. Ma per'