Band 
Volume II.
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LIBRO I.

qual cagione non sarà egli lecito al filosofointendere per qualsivoglia nome qualsivogliacosa ? Io non credo già, risposi io allora,che debba ciò esser lecito ; ma egli è bencerto che chi desvia un nome dalla sua primasignificazione, trasferendolo ad unaltra, deebene intendere che egli non tratta scio-glie la controversia che prima con tal nomeera stata proposta , ma ne propone una nuo-va ; e si ingannerebbe se egli credesse di avertrattata la quistion vecchia per essersi servitodel vecchio nome ; come io temo che sia av-venuto , non ha gran tempo, in Bologna adun ingegnosissimo matematico, voglio dire ilPadre Riccati ; il quale avendosi finta nella-nimo certa qualità nuova, formandola e diffi-nerulola a modo suo, et avendovi compostosopra con molto studio undici bellissimi dia-loghi , ha creduto di aver fatto un libro so-pra la forza viva ; e ciò non per altro, senon perchè gli è piaciuto nominar forza vivaquella sua qualità. Secondo un tal discorso,disse allora il signor Marchese, potrebbono ifilosofi, che abbiamo detto, non aver scioltala quistione in niun modo , anzi non averlapure toccata ; e ciò sarebbe, quando essi conquella loro diffiuizione avessero distolto ilnome di forza viva dalla sua prima significa*zione , traendolo ad un altra ad arbitrio lo-ro, E per entrar nella quistione sicuramente,bisognerebbe vedere, qual sentimento desseroad un tal nome quelli che furono i primi adusarlo, o a metterlo in qualche splendore, iquali soli ebbero il diritto di dargli quella