LIBRO I. ^
possono servir come d’esempio il tempo, lospazio, la relazione, la sostanza, l’accidentee, se volete, quella istessa forma sostanzialeche avete imparata in Alcalà. E perciò io miguardo assai volte d’esser molesto a quelli,i quali parendomi che abbiano inteso ottima-mente la cosa, non l’hanno però ottimamentedefinita ; e in tal caso io soglio pivi tosto se-guire l’intendimento loro che le parole ; ilquale intendimento si comprende il pivi dellevolte meglio per lo proseguimento de i lordiscorsi, che per alcuna accurata e giusta dif-finizione. E certo che quei primi che intro-dussero il nome di forza viva, e ne fecerotanto rumore, come anche quelli che perlungo tempo poi li seguirono, assai mostra-rono in tutti i ragionamenti loro, che nuli’al-tro per esso intendevano se non quella forzache un corpo ha , qualora è messo in movi-mento, di produrre ora un effetto, ora unaltro ; e quindi è , che parendo loro che-questi effetti seguissero . empi e la proporzionedella massa moltiplicata per lo quadrato dellavelocità, vollero che anche la forza viva simisurasse all’istesso modo. Il perchè tenendoio dietro a i lor discorsi, non molto ho cu-rato le loro diffinizioni 5 le quali , qualunquesieno, se sono consentanee ai discorsi mede-simi , come esser debbono, bisogna pure chesi riducano tutte in una , cioè che la forza vivasia quella forza che ha un corpo, allorché èmosso , .di produrre o un effetto o un altro.Bisogna certo , disse allora il signor Marchese,che così intendessero la forza viva; altramente